Flc-Cgil: «Una scuola che non esiste»

Risposta a Biancareddu: la lotta è contro classi-pollaio e minoranze ignorate

SASSARI. L’intervista sui problemi della scuola rilasciata alla Nuova dall’assessore alla pubblica istruzione Andrea Biancareddu ha fatto storcere il naso alla Flc-Cgil di Sassari. «Racconta una scuola che non esiste – dice il segretario Luigi Canalis –, riconduce tutto al calo delle nascite e alle scelte di indirizzi di studio sbagliati da parte degli studenti. Le soluzioni proposte sono non meglio precisate “deroghe” da chiedere al ministero, incremento di scuolabus e pluriclassi. La situazione è diversa e le soluzioni sono ben altre».

«Il calo demografico – dice Antonio Deiara, che di queste problematiche discusse anche col sottosegretario Giuliano – incide sul 10% della popolazione scolastica, mentre il Miur, nell’ultimo decennio, ha tagliato 4.581 cattedre, pari a oltre il 20% dei docenti in servizio. Giuliano ha ammesso il diritto alla restituzione di 4.000 cattedre. La cancellazione di migliaia di insegnanti è riconducibile al taglio delle classi, degli indirizzi di studio e delle autonomie scolastiche, cioè dotate di preside e segretario. La causa? La mancata applicazione alle scuole della Sardegna delle tutele per le minoranze linguistiche, per noi quelle catalana e sarda, con classi uniche e indirizzi di studio con 10 alunni per classe». Deiara ricorda che il decreto 98/2011 tutela le minoranze consentendo di mantenere le autonomie con 400 alunni. «I mega-istituti producono l’accorpamento delle classi e incidono sulla qualità del percorso formativo. Ma i mega-istituti sono stati confermati dalla deliberazione della giunta del 27 giugno 2019». La Cgil suggerisce l’applicazione della tutela del catalano che permetterebbe lo sdoppiamento degli istituti comprensivi di Alghero, quindi l’inserimento nello Statuto della non discriminazione tra la minoranza catalana e sarda e il ricorso al Tar sul modello di quello vincente del Friuli. Infine la ridefinizione dei Pes (punti di erogazione del servizio) dell’intera Sardegna.

Tutti temi su cui Canalis aveva già sollecitato inutilmente un intervento legislativo della giunta Pigliaru. «Ora vediamo se la giunta Solinas mostrerà maggiore sensibilità - dice il segretario – noi – siamo pronti a collaborare. La legge sulla Scuola sarda dovrebbe contenere l’inserimento nel curricolo, in base al Dpr 275/99, di lingua, letteratura, arte, musica della Sardegna e non supplire ai fondi tagliati da Roma. Sul modello della normativa per i ladini, andrebbe certificata la
conoscenza di lingua e cultura sarde per i professori provenienti da altre regioni. Sarebbe un modo per tutelare concretamente gli alunni e gli insegnanti sardi da parte di un governatore del Psd’Az. Anche Emilio Lussu – chiude – sarebbe d’accordo con noi...». (a.palm.)



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