La Pelosa consumata da asfalto e cemento

Stintino, dagli anni ’50 la spiaggia si è ridotta di tre quarti

STINTINO. Com'è cambiata la spiaggia della Pelosa di Stintino negli ultimi 65 anni? Sul web esistono diversi siti che consentono di viaggiare nel tempo, attraverso le foto aeree e satellitari, dal Geoportale nazionale a SardegnaFotoAeree, fino a Google Maps. Vedere com'è cambiata la zona della Pelosa, fino a Capo Falcone, in oltre sei decenni dà la misura di come siano state "invase" e trasformate le coste e di quanto si sia ridotta la spiaggia, soprattutto negli ultimi dieci anni.

Nella prima immagine che abbiamo raccolto, scattata tra il 1954 e il 1955, e pubblicata sul sito SardegnaFotoAeree, non c'era ancora la strada, l'intera zona era ancora "vergine". Il sistema dunale era integro e i pochi fortunati che andavano alla Pelosa, nella maggior parte dei casi ci arrivavano via mare, quasi sempre accompagnati dai pescatori. Nell'immagine successiva, che risale al 1968, si vede chiaramente come la strada per Capo Falcone abbia tagliato il sistema dunale della spiaggia. Sarebbe bastato realizzarla una cinquantina di metri più a monte, per salvare e tutelare negli anni questa perla del Mediterraneo. Nella foto si vedono già tutte le strade della lottizzazione di Capo Falcone, si vede chiaramente l'Hotel Rocca Ruja, costruito da Angelo Moratti negli Anni 60, e il molo del porticciolo dell'Ancora. Un errore, quello della strada che ha tagliato il sistema dunale, che l'amministrazione comunale di Stintino ha deciso di correggere con un ambizioso progetto, che prevede, per l’autunno del 2020, la rimozione della strada e la costruzione di una passerella sulle dune.



Un altro aspetto che salta agli occhi, andando avanti negli anni, guardando le immagini di questa pagina (visibili anche sul nostro sito web), è quello dell'urbanizzazione e della trasformazione del territorio, andata avanti sino all'inizio degli Anni 90. Da allora in poi, la zona non ha subìto ulteriori colate di cemento.

Infine, l'aspetto che preoccupa di più gli amanti di questo luogo straordinario, è il continuo cambiamento della superficie della spiaggia. La dimensione più grande si è registrata negli Anni 70 (si vede chiaramente nella foto aerea del 1977-1978). All'epoca, per arrivare dalla battigia al baretto, bisognava percorrere diverse decine di metri di arenile. Oggi, lo stesso bar si affaccia letteralmente sugli scogli.

La peculiarità della Pelosa è che è una spiaggia in continuo movimento. A seconda delle mareggiate, di maestrale o di grecale, la sabbia si può spostare anche di decine di metri. Così, davanti al bar può riapparire la spiaggia, per poi sparire in poche settimane. Ciò che emerge, osservando le immagini aeree, al di là dello spostamento naturale dell'intero arenile, è la superficie complessiva, che si è rimpicciolita in modo drastico in questi ultimi 40 anni. Nella foto scattata dal satellite nel 2019, la spiaggia è ridotta a un quarto rispetto al momento di massima "espansione".

Le cause di questa riduzione sono molteplici: la strada che ha interrotto il sistema dunale, le correnti che parzialmente sono state modificate dal molo del porticciolo dell'Ancora, e l'affollamento di turisti che, negli ultimi anni, è arrivato a 5000 presenze quotidiane. Ogni estate, tonnellate di sabbia sono state portate via dai bagnanti, incollate ai loro asciugamani e alle loro scarpe. Da un paio di stagioni, l'obbligo di lavarsi i piedi e il divieto dell'uso degli asciugamani sulla sabbia (obbligatorie le stuoie), hanno rallentato questo fenomeno, anche se non lo hanno fermato del tutto.

La speranza è che la rimozione della strada e, poi, un progetto che preveda il numero chiuso, possano dare ancora un futuro a quella che è per molti una delle spiagge più belle del mondo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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