Ussassai muore spopolato: «È difficile restare qua»

Nel 2019 è diventato il più piccolo paese dell’Ogliastra, ha solo 526 abitanti. Il sindaco Deplano: "Perdiamo la battaglia: non ci sono servizi, né collegamenti adeguati"

USSASSAI. Si scrive Ussassai, si legge spopolamento. E rappresenta la summa di tutte le problematiche delle zone interne. A Ussassai, ai confini con la Barbagia di Seulo, ci si arriva dopo chilometri di tornanti lungo la martoriata statale 198 una strada che avrebbe bisogno di ben più di una manutenzione.

Nel più piccolo comune dell’Ogliastra, appena 526 anime in un contesto ambientale di pregio, il sindaco Giannino Deplano da anni porta avanti, inascoltato, una battaglia contro la politica dei tagli ai servizi e l’isolamento geografico. Risultato? I bambini non nascono più e i giovani emigrano. Un’emorragia continua senza argini. «Da qualche mese abbiamo dovuto cedere il penultimo posto in classifica a Elini, ora siamo il paese più piccolo dell’Ogliastra. Abbiamo quasi più esse che abitanti» dice l’insegnante in pensione che pure ha scongiurato la chiusura di medie ed elementari. «Credo – sottolinea – che di questo passo il parroco don Joilson (sacerdote brasiliano in “condominio” con Seui n.d.r) dovrà fare un corso intensivo al fonte battesimale per non dimenticarsi come si fa».

L’ironia, amara, fotografa quanto sta accadendo. A pochi passi dall’ufficio del primo cittadino c’è quello di Mauro Serrau, ufficiale dell’anagrafe. È lui che, a colpi di certificati, “suona” il requiem di una comunità. «L’ultimo cittadino di Ussassai è una bimba nata a febbraio» dice mentre mostra i registri. Il trend negativo è confermato dai dati recenti. «Ora siamo 526 ma il 31 dicembre eravamo 532. Nel 2018 sono emigrate 16 persone. Per lo più giovani – prosegue Serrau- che si sono trasferiti per lavoro». Ma c’è chi resiste. Nell’unico negozio di alimentari del paese lavorano Enrico Deplano e sua madre Giuseppina Loi. «Sopravviviamo: gli ussassesi sono pochi ma generosi – dice il commerciante –. Terrò aperto finché potrò. Il negozio è un punto di riferimento per tutti, soprattutto per le persone anziane». Un altro luogo di ritrovo è l’ambulatorio del medico di famiglia. Lo studio di via Nazionale lo scorso anno è rimasto chiuso per due mesi sino a quando, anche in seguito ad una sommossa popolare, l’Assl di Lanusei non ha bandito la selezione e assunto con un contratto di sei mesi un giovane medico. Francesco Cabras riveste il ruolo che fu di sua madre, Licia Podda, ora in pensione. «La situazione demografica è tragica – sottolinea il medico –, i residenti sono 526 ma quelli effettivi sono ancor di meno e l’età media è altissima. Credo che questo fenomeno sia destinato a peggiorare». Il medico mette sul tavolo il principale problema: la mancanza di servizi. «Faccio un esempio. Come fa un anziano che deve far fisioterapia ogni giorno a sobbarcarsi una viaggio in pullman alle 6 del mattino e tornare alle 2 del pomeriggio? Se non ha nessuno che lo accompagni, rinuncia». Il dottor Cabras vive ad Ussassai. «Sono nato nel 1983. Eravamo in dieci e siamo rimasti in due: io e un ragazzo che ha messo su un allevamento di capre». Chi è andata via è Giannina Deplano. 47 anni fa ha fatto le valigie e si è trasferita a Wolfsburg, in Germania. Torna ogni estate con piacere ma non ci pensa proprio a passare qui la sua vecchia. Lapidaria, sua figlia Sonia, nata in Germania, sintetizza il pensiero della madre. «La sanità – dice la giovane donna in un italiano comprensibile – non è nemmeno bella qui». Eppure un soluzione almeno secondo il sindaco Deplano ci sarebbe. «Serve una politica di sgravi fiscali, un piano da destinare al recupero dei centri storici. Occorre mantenere i servizi. Qui - incalza Deplano - un emigrato potrebbe tornare e passare in tranquillità gli ultimi anni della sua vita se solo avesse la certezza di essere curato come si deve. Si parla tanto di turismo lento e questo potrebbe
essere il luogo ideale ma occorrono investimenti». Evocati dalle sue parole, decine di motociclisti tedeschi sfrecciano nella via principale e si fermano al bar. Ussassai (due bar, un negozio e mezza banca) è questo: un paradiso in cui ci si arriva per caso e da cui si riparte in fretta.

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