Caso Grillo, in settimana due testi in Procura a Tempio

Il figlio di Beppe e 3 amici accusati di stupro: saranno sentite la madre di Ciro e l’amica della ragazza

OLBIA. La Procura di Tempio imprime un’accelerata all’inchiesta sul presunto stupro di gruppo denunciato da una studentessa 19enne di Milano che vede indagati il figlio di Beppe Grillo, Ciro, e i suoi tre amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia, e Vittorio Lauria. «Già in settimana verrà fatta attività. Sulla vicenda c’è la massima attenzione, vogliamo arrivare il prima possibile alle conclusioni, nel rispetto e a tutela della presunta vittima e degli indagati», ribadisce il procuratore Gregorio Capasso che ha seguito fin dal primo momento la delicata storia, insieme al sostituto procuratore Laura Bassani.

Non svela l’attività d’indagine a cui si riferisce – considerata la fuga di notizie che ha irritato non poco la Procura, il silenzio è più che mai assoluto – ma è probabile che in settimana venga sentita l’amica della presunta vittima che era con lei nella casa di Beppe Grillo, a Porto Cervo, la notte del 16 luglio quando sarebbe avvenuta la violenza. Potrebbe essere sentita anche la madre di Ciro, Parvin Tadjik che, stando a indiscrezioni, dormiva in una casa accanto. Di sicuro, gli atti d’indagine prevedono la perizia sui cellulari sequestrati agli indagati: secondo quanto denunciato dalla ragazza uno di loro avrebbe ripreso col cellulare i rapporti sessuali. Esame fondamentale per accertare eventuali responsabilità.

I cellulari sono stati sequestrati agli indagati il 29 agosto: con in mano il decreto di perquisizione della procura di Tempio, i carabinieri di Milano si sono presentati a Villa Corallina, sulla spiaggia di Marina di Bibbona in Toscana, la villa del comico genovese, simbolo della fine del governo giallo-verde, e lì hanno sequestrato il cellulare di Ciro Grillo (difeso dall’avvocato Enrico Grillo). Lo stesso blitz è avvenuto a Genova nelle abitazioni degli altri tre indagati, difesi dagli avvocati Ernesto Monteverde (Capitta), Paolo Costa (Lauria), Romano Raimondi e Gennaro Velle (Corsiglia). Sui cellulari si cercano anche messaggi

e contatti tra gli indagati successivi al fatto, saranno recuperati anche quelli cancellati. La Procura – che si è subito attivata dopo la denuncia della 19enne – potrebbe avere in mano anche intercettazioni ambientali, telefoniche e video. Fondamentali per l’inchiesta.
 

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