Emergenza clima, nell’isola in soli 20 anni mezzo grado in più

I dati confermano la crescita dei picchi di calore su Sassari e Cagliari

OLBIA. Non serve indagare per forza sugli incendi in Amazzonia o lo scioglimento record dei ghiacci in Antartide. Il cambiamento climatico è dietro l’angolo, praticamente davanti a noi. A partire dalla Sardegna.

Come il termostato di un forno, le temperature record di questi ultimi anni si riferiscono anche a Sassari e Cagliari. Sono le due realtà sarde prese in considerazione dai dati relativi alle temperature medie annue raccolte in 55 città italiane dallo European Data journalism Network e confluite nell’inchiesta “Europe 1 degree warmer”.

Nei primi 18 anni di questo secolo, rispetto al precedente, le temperature medie a Sassari e Cagliari sono aumentate, rispettivamente, di 0,5 e 0,4 gradi centigradi.

Ma gli scenari basati sui modelli meteoclimatici studiati dall’Arpa Sardegna Meteo dimostrano come l’aumento delle temperature nei prossimi 70 anni sarà costante. E gli scenari indicano nei prossimi 50/70 anni per la Sardegna un aumento delle temperature compreso tra i 2 e i 5 gradi, a seconda delle ipotesi più o meno negative.

Sardegna calda. Utilizzando i dati dello European Centre for Medium-Range Weather Forecasts di Reading in Inghilterra, uno dei centri mondiali più all’avanguardia nello studio dei cambiamenti climatici, sono stati analizzati 118 anni di dati meteorologici relativi a Sassari. La temperatura nella zona di Sassari tra il 2000 e il 2018 è stata di 0,5 gradi centigradi al di sopra della media del Ventesimo secolo.

Il numero di giornate calde (al di sopra di 26 gradi durante le 24 ore) in media è passato da 4,6 giorni all'anno nel Ventesimo secolo a 11 all'anno dal 2000 in poi.

L’evoluzione delle tendenze meteorologiche rivela, quindi, che dal 1900 la temperatura media a Sassari e nei dintorni è passata dai 15,9 gradi tra il 1900 e il 1999 a 16,4 gradi tra il 2000 e il 2018. Mezzo grado di aumento, in meno di un ventennio.

Nel Ventesimo secolo il numero delle giornate calde l’anno (quelle in cui la temperatura media durante le 24 ore è superiore a 26 gradi) è stato 4,6. Tra il 2000 e il 2018 il numero medio delle giornate calde è stato di 11 all'anno.

La temperatura intorno a Cagliari tra il 2000 e il 2018 era di 0,4 gradi al di sopra della media del Ventesimo secolo. Il numero di giornate calde (al di sopra di 27 gradi di media durante le 24 ore) è passata da 3,8 giorni all'anno nel Ventesimo secolo a 9,7 dal 2000 in poi.

Gli scenari. Sono però gli scenari disegnati dai modelli meteoclimatici a preconizzare un futuro drammatico. Gli impatti previsti nel medio e lungo termine in Sardegna, oltre l’arco temporale breve studiato a livello mondiale dell’osservatorio di Reading, indicano, su uno spettro temporale dai 50 ai 100 anni, un aumento medio che potrebbe essere compreso tra i due e i tre gradi.

Come se tutti noi sardi avessimo improvvisamente la febbre. «Gli studi di Reading sono in linea con quelli dell’Arpa Sardegna. Anche se 18 anni non sono un tempo sufficientemente lungo per stabilire determinati scenari, si vede comunque un andamento meteoclimatico – spiega Andrea Motroni, agrometeorologo dell’Arpa, Servizio e Dipartimento meteoclimatico di Sassari –. Noi ci affidiamo a modelli di circolazione atmosferica, capaci di ricreare le condizioni atmosferiche per determinate aree e simulare l’evoluzione climatica in base a dei dati iniziali. In pratica, creiamo un modello capace di capire come funziona il clima del pianeta. Lo facciamo “girare” fino al 2050, 2070 e 2100».

Caldo e piogge. Tutti i modelli insieme, quelli su base regionale e globale, convergono verso una stessa risposta: aumenteranno sempre di più le temperature, mentre si ridurranno le precipitazioni. Gli scenari che portano a conclusioni più positive o negative dipendono da quanto si forzano in previsione i modelli partendo dalle condizioni attuali. «Sappiamo con certezza che in Sardegna aumenteranno le condizioni estreme. Abbiamo rilevato un aumento costante del numero di giornate consecutive con temperature superiori ai 35 gradi. Aumenteranno, sia come durata che come frequenza – spiega Motroni –. L’Intergovernmental panel on climate change (gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici, ndr) conferma, sulla base dei propri modelli e scenari, questa alta probabilità. Per quanto riguarda
le piogge, la tendenza in Sardegna è un po’ diversa: sono meno distribuite e si verificano più eventi intensi. Negli ultimi 30 anni sono aumentate le precipitazioni con quantità sopra i 20 mm. Così come la loro intensità, soprattutto oraria, che è quella che provoca le alluvioni».

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