Budoni, presunti maltrattamenti: 2 maestre tornano a scuola

Il Tribunale del Riesame conferma la revoca dell’interdizione per due docenti

BUDONI. Presunti maltrattamenti nella scuola materna di Budoni: il Tribunale del Riesame di Sassari ha confermato la revoca delle misure di interdizione emesse nei confronti di due delle quattro insegnanti coinvolte per le quali erano state disposte. Il collegio (presidente Marinaro, giudici Nuvoli e Meloni) ha respinto l’appello del pubblico ministero di Nuoro Giorgio Bocciarelli, presentato dopo la decisione del Gip Teresa Castagna di revoca delle misure. Il giudice delle indagini preliminari aveva assunto questa decisione – la revoca – qualche giorno dopo averla emessa, e in particolare dopo l’interrogatorio di garanzia alla quale le due maestre erano state sottoposte, assistite dagli avvocati Lorenzo Soro e Carmine Farina. Nel corso dell’interrogatorio, le insegnanti avevano portato giustificazioni al loro operato e la loro posizione si era evidentemente alleggerita, tanto da convincere il Gip a revocare l’interdizione temporanea dalle attività didattiche.

La misura era stata comunque assunta a scuole praticamente chiuse. Ora che però l’anno scolastico è alle porte, la decisione del Tribunale del riesame di Sassari fa venir meno il vincolo imposto alle maestre. C’è da dire che tanti genitori hanno iscritto i loro figli nelle scuole materne di Brunella e San Teodoro, in attesa che sulla vicenda si facesse maggiore chiarezza.

L’inchiesta è stata avviata a gennaio scorso dai carabinieri ai quali si era rivolta una coppia di genitori. Un padre e una madre che avevano bussato alla porta della caserma e avevano raccontato al maresciallo Gian Luca Lombardi stranezze sui metodi educativi che venivano applicati in classe. I carabinieri avevano informato la Procura di Nuoro, ottenendo l’autorizzazione e dal sostituto procuratore di Nuoro Giorgio Bocciarelli per installare telecamere nell’aula frequentata dal bimbo, figlio della coppia che aveva presentato la denuncia.

A questa prima fase dell’indagine ne era seguita un’altra: la videosorveglianza era stata estesa a un’altra classe. Ed è in particolare qui che, giorno dopo giorno, era venuto alla luce un clima di tensione attribuito alle azioni delle due maestre, che vengono iscritte nel registro degli indagati. La videodocumentazione è andata avanti per tre mesi, e avrebbe fatto emergere vessazioni verso alcuni bambini, ai quali non sarebbero state risparmiate urla, parolacce, percosse.

La pronuncia del Tribunale del riesame conferma che le misure interdittive non sono ritenute necessarie, come d’altronde aveva stabilito il Gip. Nel frattempo, si registra la posizione del Consiglio d’istituto, che ha pubblicamente preso le difese delle insegnanti sottoposte a indagine. «Per quanto riguarda le docenti interessate e senza entrare nel merito delle indagini è opportuno sottolineare che mai è pervenuta, all'attuale dirigente o al presidente del consiglio di istituto e agli altri componenti, la minima segnalazione o critica da parte da parte di genitori o personale scolastico, sulla validità e correttezza dell'operato delle docenti. Solo diversi riferimenti e riscontri positivi sulle stesse, conosciute come persone rispettabili e dedite al lavoro con costanti apprezzamenti negli anni per la professionalità serietà ed esperienza».

La stessa nota del Consiglio d’istituto prosegue confidando nel lavoro della magistratura e si appella alla necessità
di smorzare i toni «nell'interesse prioritario della tutela degli alunni e della loro crescita personale e culturale». Intanto «Per concretizzare l’apertura e la disponibilità della Scuola», della questione si parlerà nei prossimi giorni nel corso di una riunione.(s.s.)



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