Pratiche aggressive: il Tar condanna Abbanoa

Sos dei clienti, confermata la maxi multa da 3,8 milioni emessa dall’Antitrust

SASSARI. Niente da fare per Abbanoa. La maxi multa per pratiche commerciali aggressive verso i clienti da parte dell’ente gestore del servizio idrico è stata confermata dal Tar del Lazio. Un tesoretto a molti zeri: 3milioni 850mila euro inflitti alla società dall’Antitrust a metà del giugno scorso. Il tribunale amministrativo a conclusione di un procedimento istruttorio ha accertato la presenza di pratiche aggressive in seguito alla segnalazione di numerosi utenti e delle associazioni di consumatori alle quali si erano rivolti. Oltre nei confronti di Abbanoa, l’Antitrust nella stessa occasione aveva sanzionato l’Acea Ato 5 (la società del gruppo Acea che gestisce il servizio idrico integrato in 86 Comuni della provincia di Frosinone) e Publiacqua (servizio idrico nell'area Medio Valdarno che interessa le province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo).

Con una ordinanza emessa l’11 settembre i giudici – presidente Carmine Volpe ed estensore Ivo Correale – il Tar ha respinto una richiesta fatta dalla stessa società per sollecitare la sospensione cautelare del provvedimento sanzionatorio.

L’Antitrust il 12 giugno aveva denunciato “le pratiche commerciali aggressive con riferimento al mancato trattamento delle istanze di prescrizione relative a fatture risalenti a oltre cinque anni dalla data del consumo o mancato riconoscimento della stessa, a causa della non corretta individuazione del termine di decorrenza della prescrizione e degli atti interruttivi della stessa, anche in tale caso senza sospensione delle procedure di riscossione e di distacco in pendenza di reclamo”. E poi: secondo l’Autorità Abbanoa aveva omesso di gestire le istanze di rettifica delle fatture in presenza di perdite idriche occulte, quelle che avvengono a valle del contatore e non sono rilevabili se il gestore non registra e comunica il consumo anomalo, superiore a quello abituale”. Ecco che cosa avrebbe dovuto fare l’ente gestore: agire in modo da effettuare lo storno parziale degli importi fatturati in caso di perdita occulta, relativi ai canoni di depurazione e fognatura».

Il Tar non ha avuti dubbi nel confermare il precedente provvedimento di condanna al pagamento della maxi multa. Nel rispondere alle richieste della società, ha stabilito che dall’esame della replica della società al provvedimento impugnato, di cui Abbanoa chiedeva la sospensione cautelare presentando un lungo elenco di repliche alle contestazioni, “ non si rinvengono i presupposti di estrema gravità e urgenza per disporre la tutela cautelare richiesta”. La maxi multa, dice il Tar, può essere pagata sollecitando da parte della società la richiesta di rateizzazione dell’importo.

E i 3milioni 850mila euro da versare, secondo i giudici del tribunale amministrativo, non costituiscono un ostacolo significativo alla realizzazione degli investimenti che il gestore ha programmato di affrontare nei prossimi
anni. Così come la maxi multa non può in alcun modo essere assunta a giustificazione per rinviare alcune rilevanti perdite idriche. Proprio perché Abbanoa può chiedere di pagare con una rateizzazione i cui importi saranno stabiliti in una fase successiva. (si. sa.)



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