Via all'anno scolastico in Sardegna fra vecchi e nuovi problemi

Il numero degli alunni sotto quota 200mila. Mancano insegnanti anche per effetto della quota 100

CAGLIARI. Via ufficiale oggi 16 settembre, al nuovo anno scolastico in Sardegna con tremila studenti in meno e aule vuote nelle scuole che un tempo erano sovraffollate. Addio vecchie classi pollaio. Ora la parola d'ordine è accorpamento: qualche plesso potrebbe essere addirittura abbandonato per far tornare gli alunni nelle sedi centrali. Ma c'è anche un problema docenti: in questi giorni, anche per l'effetto quota 100, le segreterie stanno cercando supplenti. È anche un problema di concorsi e graduatorie che, soprattutto in lettere e matematica, non sono riusciti a coprire tutte le cattedre.

Ma il vero dramma è, come al solito, il diritto allo studio dei disabili: mancano gli insegnanti specializzati e, per assicurare il sostegno a tutti, si dovrà pescare da altre classi di concorso. Con molti esordienti mandati in classe. Oggi la partenza, anche se diversi studenti sono entrati in classe da giovedì scorso, per decisione dei singoli consigli di istituto. Ma bambini e ragazzi non faranno giorni di scuola in più: avranno qualche giorno di vacanza supplementare nei giorni a ridosso di Halloween, carnevale e 25 Aprile.

Oggi in molti istituti, per le prime classi, c'è stata l'accoglienza in aula magna di studenti e genitori. Con il discorso inaugurale dei dirigenti scolastici. Tra incoraggiamenti e regole da rispettare: su tutte il divieto di fumo, anche nelle vicinanze della scuola. Ma attenzione anche ai telefonini: già pronti gli scaffali per depositarli prima che inizino le lezioni. Auguri anche dalle amministrazioni.

«Nonostante le tante difficoltà - scrive il Comune di Cagliari in una lettera rivolta a docenti, studenti e famiglie - nelle quali si muove il mondo della scuola, sappiamo che sarà un anno entusiasmante, ricco di studio e di crescita personale e comunitaria». Con più di una promessa. «Lavoreremo senza sosta per migliorare la qualità delle strutture, dei trasporti, delle mense. Siamo pronti a dare un contributo concreto, in ogni modo possibile. E saremo agguerriti per combattere la dispersione scolastica. Troppi ragazzi non vanno più a scuola. Non possiamo permettercelo».

Calo delle iscrizioni sì, ma non è sempre colpa della scuola, ma del decremento delle nascite: si dovrebbe scendere per la prima volta sotto i 200mila studenti. Giù dell'1,5% con circa tremila alunni in

meno. «Guai» in arrivo anche per le famiglie: tra astucci, zaini e libri la spesa - dicono gli addetti ai lavori - sarà in media di 500/600 euro a studente. Ma, sul versante libri, c'è la possibilità di dimezzare i costi con l'usato: mercatini da ogni parte e migliaia di annunci sui social.

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