Mont’e Prama si “allarga” iniziano gli espropri

Il Comune di Cabras avvia le procedure: 500mila euro disponibili già da mesi Con il finanziamento della Regione verranno acquisiti diversi ettari di terreno  

SASSARI. L’orizzonte si allarga. Lo scavo di Mont’e Prama presto potrebbe avere una dimensione diversa perché il Comune è pronto a iniziare le procedure di esproprio di un’ampia porzione di terreno attorno a quello che attualmente è il sito archeologico. Si tratta di alcuni ettari di terra che circondano l’area recintata e che, inevitabilmente, riguardano anche il vigneto impiantato dopo l’inizio della seconda fase di scavo. Una presenza che inevitabilmente ha fatto lievitare i costi dell’operazione finanziata dalla Regione con un capitolo di spesa previsto dalla finanziaria del 2019, approvata il 14 dicembre del 2018 dalla giunta guidata da Francesco Pigliaru.

Qui Cabras. Ora la palla passa agli amministratori e ai tecnici del Comune: «Negli ultimi tempi abbiamo ricevuto due finanziamenti – spiega il sindaco, Andrea Abis – uno da 500mila euro e uno da 280mila. Il primo verrà utilizzato per l’esproprio delle aree adiacenti allo scavo, il secondo servirà invece per le opere necessarie al sito stesso, ad esempio l’impianto idraulico necessario per evitare l’allagamento delle aree di scavo. La nostra idea è riunire le due “schede” in un progetto unico che comunque ha bisogno di tempo per vedere la luce. Dovremo preparare diverse delibere che ovviamente dovranno passare in Consiglio comunale. Non sarà una cosa immediata. C’è però un aspetto che viene spesso interpretato in maniera errata: non è vero che non esistono vincoli sull’area di Mont’e Prama. Lo scavo è tutelato da un vincolo archeologico diretto mentre invece è vero che mancava il vincolo indiretto sulle terre circostanti, che è stato deciso dopo l’impianto del vigneto». Il dado, comunque, sembra tratto ed è anche possibile che vengano realizzati alcuni dei desideri espressi degli amanti della “telenovela Mont’e Prama” ma mai realizzati, come l’illuminazione elettrica: «Certamente, proveremo a portare la tensione elettrica sino a Mont’e Prama– conferma Abis – Dipenderà dai costi anche se dico sin da subito che tutto quello non abbiamo lo chiederemo alla Regione». Parlare di tempi, però, non è mai facile. Anche perché dalla data di approvazione della Finanziaria regionale all’idea di iniziare gli espropri sono passati quasi dieci mesi: «Anche se i denari non sono stati immediatamente nella nostra disponibilità – spiega il sindaco –, prima abbiamo dovuto attendere il termine della fase attuativa. E poi siamo stati costretti ad affrontare un’estate infernale». D’altra parte i ritardi, anche quelli cronici, ormai fanno parte del Dna di Mont’e Prama. E in questo senso l’amministrazione potrebbe trovare una mano d’aiuto da parte dei parlamentari del Movimento 5 stelle che, ieri, sono ritornati sull’argomento: «Nei
prossimi giorni ci impegneremo ad incontrare sul territorio esperti e associazioni del settore per recepire proposte. Ci faremo promotori della questione anche presso il ministero dei Beni culturali, affinché venga dato impulso e sostegno e alle attività di ricerca nella nuova area».

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