Il passato che avanza a ritmo di rap

Successo per lo spettacolo su improvvisazione e poesia che ha visto a confronto giovani e anziani

OZIERI. Successo per il convegno spettacolo “La lingua sarda nelle forme di improvvisazione tradizionale e moderna” tenutosi per iniziativa del gruppo culturale Ajò grazie al contributo dell’assessorato regionale alla Cultura nell’ambito degli eventi de “Sa Die de sa Sardigna”. Sul palco del teatro civico Oriana Fallaci - gremito di studenti e insegnanti delle scuole primarie, medie e superiori della città - si sono intervallati relatori e artisti: i poeti improvvisatori Peppino Donaera e Salvatore Scanu - accompagnati dai giovanissimi Tenores di Nughedu San Nicolò Gian Mario Meloni, Ciriaco Mariane e Giovanni Mariane - e i rappers free-style “Stranos Elementos” di Porto Torres, Rd, Zianu e Okio, che si sono sfidati in una originalissima “gara” tra l’antico e il moderno. Tema de “sa gara” era “Sa Die de sa Sardigna”, ma non sono mancate tra i due gruppi di contendenti le “frecciatine” tipiche della poesia improvvisata in limba. Un confronto in rima che ha catturato e divertito il numeroso pubblico, rimasto affascinato anche dalle interessanti relazioni di Francesco Cossu, esperto di metrica, che ha proposto un excursus storico sulla nascita e la diffusione della poesia “a bolu” a Ozieri e in Sardegna; Antonio Deiara, esperto di prosodia, che ha proposto degli esempi pratici coinvolgendo i ragazzi del pubblico, divisi in gruppi, in un canto corale in latino; Mauro Lisei, esperto di canto tradizionale e direttore di vari cori sardi, che ha spiegato l’importanza culturale, sociale e storica de “sa gara”.

Il tutto intervallato dalle esibizioni degli improvvisatori, prima separati e poi in competizione, che hanno suscitato interesse e curiosità soprattutto tra quei ragazzi che mai prima avevano avuto occasione di assistere a una forma artistica tanto originale e soprattutto all’inedito mix tra hip-hop free style e poesia estemporanea in sardo. “I ragazzi del pubblico hanno molto apprezzato sia le relazioni sia le esibizioni - commenta con soddisfazione la presidente del Gruppo Culturale Ajò Luisella Pittalis, che ha aperto la manifestazione con un intervento introduttivo - e questo ci è sembrato un segnale molto importante. Il messaggio portato dai poeti, dai rappers e dai relatori era lo stesso: non bisogna perdere l’uso della limba, non bisogna vergognarsi di usarla.

Un

messaggio che è stato trasmesso “dal vivo” soprattutto tramite le esibizioni, che hanno dimostrato come la nostra lingua sia ancora viva e duttile. Il nostro auspicio - ha aggiunto - è che questo messaggio non venga perso”. Info e foto su Facebook: Gruppo CulturaleAjò. (b.m.)

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