Frantumato il sogno azzurro, la delusione dei tifosi sardi

Oltre duemila persone davanti al maxischermo nel parco di Monserrato. Alla fine tutti in piazzale Segni per scaricare l’amarezza della sconfitta - VIDEO

SASSARI. Mancano ancora nove minuti al fischio finale quando gli oltre duemila tifosi azzurri presenti al parco di Monserrato cominciano a dirigersi a testa bassa verso i cancelli mentre i pochi tifosi della “roja” danno il via ai festeggiamenti. È l'epilogo di Italia-Spagna 21 giorni dopo. Tre settimane dopo Sassari si ritrova tappezzata di maxi-schermi, nel tentativo di assecondare il desiderio di rivincita anche di chi il calcio non lo segue proprio o addirittura lo detesta. Caronte è un cliente scomodo con i suoi quaranta gradi e la sua coltre di umido che si trascina fino a notte fonda, ma la sua alleanza con la domenica e la voglia di mare non può nulla al cospetto della passione azzurra: il parco di Monserrato un'ora prima del fischio di inizio è già una bolgia tinta d'azzurro. Il popolo del maxi-schermo parte in sordina. Pochi schiamazzi, pochi cori, poco entusiasmo. Ci vuole Xavi a scuotere gli animi: la sua conclusione fa drizzare i capelli all'esercito di Monserrato. L'Italia sembra una lontana parente di quella vista con la Germania, mentre le triangolazioni da play-station delle furie rosse cominciano a dare il via alle prime manifestazioni di dissenso del tifo sassarese. Al 13' gli azzurri sono già sotto e così nel giro di pochi minuti i Prandelli della situazione cominciano a moltiplicarsi. Chiellini fa sgolare i più esagitati mentre l'indolenza di Balotelli innesca i primi sbuffi e qualche imprecazione. Cassano prova a suonare la sveglia ma l'armata spagnola è un muro di gomma capace di ammutolire anche il più accanito dei sostenitori. Il raddoppio di Jordi Alba è una stilettata che stritola anche la schiera degli ottimisti, paralizzati davanti allo schermo con le mani tra i capelli tra gli sfottò di un piccolo gruppo di tifosi spagnoli. La ripresa infiamma i duemila di Monserrato che, irritati dalla festa spagnola, cercano di spingere gli azzurri verso la rimonta, ma è solo il canto del cigno perché l'infortunio di Thiago Motta dà il via ai titoli di coda di un match già in salita. Lo sconforto dei tifosi sassaresi trova il suo emblema nel volto affranto di mister Prandelli. L'Italia perde i pezzi, ma Sassari non si arrende e in un ultimo estremo tentativo cerca di far arrivare il suo sostegno fino al prato di Kiev. Ma all'ironia della sorte non c'è mai limite e così è stato proprio Torres (“el niño Fernando, attaccante del Chelsea) a mandare a casa gli azzurri, sassaresi compresi.

Traghettati poi stancamente da “Caronte” verso il bar più vicino per commentare la partita davanti a una bibita con le bandiere arrotolate e i musi lunghi. Pochi minuti dopo la sconfitta, molti si sono messi in macchina per tornare a casa a testa bassa in un corteo di auto che

aveva poca voglia di festeggiare. Ma molti si sono poi ritrovati in piazzale Segni per concludere in gloria una serata triste, cercando di divertirsi con sventolio di bandiere, suono di trombe e qualche partitella improvvisata. Ma l’epilogo amaro ha impedito di far festa fino a tarda notte.

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