Processo alla Cricca, domani in aula un nuovo capitolo

Gli appalti gonfiati dei lavori del G8 alla Maddalena: udienza a Perugia per i diciotto imputati eccellenti

LAMADDALENA. Riprenderà martedì mattina a Perugia il processo alla Cricca E forse si aprirà così un nuovo spaccato sugli affari nascosti dietro il G8 mancato nell'arcipelago sardo. Ma è probabile che ancora una volta il dibattimento slitti. Si preannunciano infatti eccezioni sulla nullità di alcune notifiche a qualcuno dei 18 imputati. E contestazioni sulla competenza territoriale del tribunale a occuparsi di tutti i filoni dell'inchiesta confluiti in Umbria. Insieme con la probabile costituzione di parte civile contro l'ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e i suoi presunti complici da parte della Regione Sardegna (sollecitato anche di recente dalla consigliera Claudia Zuncheddu, che negli anni si è sempre battuta per fare chiarezza sulle bonifiche) e del Comune della Maddalena, di sicuro tra i principali danneggiati nell'ipotesi accusatoria formulata dalla Procura della Repubblica.

La prima udienza del dibattimento risale al 23 aprile scorso. L'accusa: maxi-appalti gonfiati ad arte. Nessuno degli imputati è detenuto. Bertolaso e l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, per gli inquirenti sono stati i cervelli delle operazioni tese a far lievitare i costi delle ristruttrurazioni edilizie, anche nell'arcipelago. Mentre il costruttore romano Diego Anemone, 41 anni, sarebbe stato lui il principale beneficiario dei presunti intrallazzi. L'imprenditore dovrà così rispondere di aver agito in combutta con dirigenti pubblici e alti rappresentanti dei vertici ministeriali o dello Stato, secondo pm e gup pronti a sacrificare gli interessi collettivi per ottenere tornaconti personali, Stando alla ricostruzione della Procura,, in cambio dei vantaggi ricevuti dagli imprenditori, Bertolaso avrebbe ottenuto la disponibilità di un appartamento a Roma e quella di una massaggiatrice nel complesso sportivo del costruttore, il Salaria Village. Spicciolo più spicciolo meno, le imprese facenti capo all'imprenditore della capitale avrebbero realizzato illecitamente utili per complessivi 75 milioni. Finora un solo indiziato è stato prosciolto nello scorso settembre, al termine della fase preliminare di lunghe indagini contrassegnate da pedinamenti, intercettazioni e messa a punto di una valanga di documenti a corredo delle prove: è l'ex vicepresidente dell'istituto per il credito sportivo ed ex senatore del Pd Alberto Covello.

Undici, in tutto, le società citante in giudizio a Perugia. Sul banco degli imputati, oltre ai tre indagati eccellenti, dovranno comparire gli ingegneri Mauro Della Giovampaola, 45 anni, a suo tempo incaricato della gestione dei Grandi eventi, e Fabio De Santis, 48 anni, ex provveditore alle opere pubbliche per la Toscana. Entrambi, come Balducci, Anemone e Bertolaso, tra il 2008 e il 2009 sono rimasti mobilitati per mesi alla Maddalena in vista del G8, poi spostato all'Aquila.

Sotto accusa, inoltre, altri cinque romani. Sono i collaboratori di Anemone Simone Rossetti (37 anni), Alida Lucci (44) e Stefano Gazzani (49 ). Oltre al sottufficiale della Finanza Marco Piunti (50), a Emmanuel Giuseppe Messina (40 ) e a Edgardo Azzopardi (55 ), gli ultimi due chiamati in causa per aver rivelato notizie riservate sulle indagini, insieme con l'ex magistrato Achille Toro, che ha già patteggiato

una lieve pena detentiva in un altro processo. Infine, i funzionari Claudio Rinaldi e Maria Pia Forleo, e gli imprenditori Pierfrancesco Murino, Bruno Ciolfi ed Enzo Maria Gruttadauria. Mentre Regina de Fatima Profeta è accusata di aver reclutato donne per serate a sfondo sessuale.

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