Appalti Eni per un miliardo di euro

Iniziativa di Confindustria per aiutare le imprese a orientarsi nelle complesse procedure previste dai bandi di gara

SASSARI. Un miliardo di euro di investimenti, tra impianti della chimica verde, bonifiche delle acque di falda e dei terreni dell’area industriale di Porto Torres, costruzione della centrale bio-masse. E’ questa la torta alla quale guardano anche le imprese del nord Sardegna con la speranza di trovare spazi nella complessa - e non sempre favorevole - procedura di accesso al sistema degli appalti del gruppo Eni.

Proprio per cercare di facilitare il compito del sistema delle imprese, e scongiurare brucianti delusioni, Confindustria Nord Sardegna ha promosso un incontro tecnico al quale hanno partecipato i responsabili delle procedure di qualificazione e certificazione delle aziende di appalto del gruppo Eni, con l’obiettivo anche di difendere precedenti conquiste sancite con la sottoscrizione del Protocollo sull’indotto dell’8 maggio 2012.

Per lavorare nel sistema degli appalti dell’Eni, in effetti, è indispensabile attivare una procedura basata su verifiche rigorose e che, alla fine, consente l’inserimento negli elenchi qualificati: attualmente il gruppo Eni dispone di una lista di 60mila aziende certificate e ogni anno esamina circa 10mila richieste.

Il presidente di Confindustria Pierluigi Pinna, che ha coordinato l’incontro, ha confermato l’impegno a «sostenere il sistema delle imprese non solo attraverso la tradizionale assistenza sindacale, fiscale, economica, di informazione e formazione, ma anche favorendo le aggregazioni e le iniziative, facilitando anche la creazione di raggruppamenti di aziende di diverse specializzazioni, organizzate in tradizionali Ati (associazioni temporanee di imprese), consorzi, ma anche Reti di imprese».

Il faro acceso da Confindustria dovrebbe consentire una tutela maggiore per le imprese del territorio, spesso escluse da opere importanti anche per la mancanza delle certificazioni e dei requisiti richiesti. Proprio con il sistema delle «Reti» e delle «Ati», si dovrebbe superare l’ostacolo e il nord Sardegna - segnato da una crisi devastante - dovrebbe trovare la strada per accedere in maniera competitiva agli appalti dell’area industriale.

Tra l’altro, al miliardo di investimenti tra chimica verde e bonifiche, dovrebbe aggiungersi anche la dotazione di 65 milioni di euro annunciati di recente dalla giunta regionale con una delibera a favore dell’Area di crisi di Porto Torres.

La situazione è complicata, e non si può negare che un rilancio del sistema delle imprese può aprire anche una nuova fase per muovere i numeri dell’occupazione che viaggiano a livelli da profondo rosso.

Alla riunione che si è tenuta nella sede di Confindustria hanno partecipato i rappresentanti di oltre 60 aziende di diversi settori (metalmeccanico, edile, trasporti e servizi) e molte sono state le segnalazioni e le richieste di chiarimenti, grazie anche al taglio strettamente pratico

e operativo dato all’incontro.

Servirà una grande attenzione e, soprattutto, uno schieramento unitario che veda dalla stessa parte - per una volta - il sistema delle imprese, i sindacati e le istituzioni. Per cercare di non scomparire.

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