Villa Certosa, stretta finale sulla vendita

Due magnati russi, alcuni principi arabi e un imprenditore londinese trattano l’acquisto per 450 milioni

PORTO ROTONDO. Gli emissari della “Idra immobiliare srl” e quelli del sempre misterioso gruppo internazionale che intende rilevare Villa Certosa, la residenza estiva del Cavalier Silvio Berlusconi, avrebbero fissato un “appuntamento di lavoro” per le prossime ore. Un riservatissimo incontro su terreno neutrale, probabilmente a Parigi, lontano da occhi indiscreti e dove mettere nero su bianco gli accordi finali per la compravendita del secolo, la cessione (al miglior offerente?) del compendio della Certosa, 120 ettari di terreni ampiamente bonificati e immobili vari, compresa la villa bunker dell’ex premier, per oltre 4000 metri quadrati. Con dependance che vanno dalla ex serra trasformata in una mega sala cineteatrale, i laghetti artificiali con annesse paperelle, le piscine all’aperto più le tre coperte, con tanto di vasche idromassaggio con vista sul psichedelico vulcano. La base di partenza era di 450 milioni, una cifra che non ha impensierito coloro che sono interessati a concludere l’affare, che avrebbero offerto mezzo miliardo di euro, pur di accapparrarsi quella residenza in terra sarda. Inutile tentare di conoscere, a priori, l’identità del (futuro?) proprietario di Villa Certosa. Alla magione del Cavaliere, nell’ordine, si erano interessati in questi anni due magnati russi (uno dei quali molto vicino al presidente Vladimir Putin, amico personale dell’ex premier italiano), due principi arabi, altrettanti emiri ed un imprenditore londinese. Il quale potrebbe aver avuto la meglio, con prospettive di rivendere, a bocce ferme, l’intero compendio ad una società da nominare. Una vera e propria asta alla quale concorrono pochi Paperon De’ Paperoni planetari, capaci si sborsare cifre da capogiro senza battere ciglio. Il plusvalore della villa e annesse dipendenze è dato dalle notevoli migliorie che il Cavaliere, in questi ultimi trent’anni, ha effettuato in loco. Tra cisti, corbezzoli e ginepri, la macchia mediterranea autoctona, il “Dottore” ha inserito di tutto, in un pout-pourri ambientale, architettonico, storico e artistico mondiale che soddisfa ogni palato. Tra giardini, serre, agrumeti, uliveti, lussureggianti palmizi e fiori fatti arrivare da ogni angolo del globo sono state disseminate fontane, statue d’ogni forma e epoca (dalla mitologica Grecia al barocco rinascimentale, passando per gli spazi siderali, con un monolite nero tirato a lucido, realizzato scolpendo un meteorite caduto chissà quando nelle steppe siberiane e regalato all’ex premier, diversi anni fa, dalla nomenclatura russa.

Una delle dependance della villa è stata realizzata sopra una antica tomba a tumulo romana, resti archeologici visionati, “licenziati” e dati in concessione all’Idra Immobiliare dalla Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici artistici ed etnoantropologici delle Province di Sassari e Nuoro, che effettuò un sopralluogo nel 2005, quando vennero scoperti e regolarmente denunciati i resti archeologici. L’affaire Certosa potrebbe chiudersi entro le prossime 48 ore. Tutto è ora nelle mani degli emissari, i quali hanno ricevuto ampio mandato a trattare e chiudere una trattativa che sta andando avanti da circa tre anni. Da quando Silvio Berlusconi, colpito nell’orgoglio, venne defraudato della privacy (sua e dei suoi ospiti) dall’indiscreto obiettivo di un paparazzo sardo, Antonello Zappadu, contro il quale

ha intentato diverse cause penali.

«Vendo tutto, mi sono stufato», disse a più riprese l’ex premier. A prenderlo in parola, con buona pace dei 120 dipendenti tra fissi e avventizi, furono in tanti. Compreso il misterioso businessman inglese.

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