Tottubella, una borgata d’altri tempi

Tante criticità, manca persino l’Adsl, ma nessuno è intenzionato a lasciare il cuore della Nurra per trasferirsi in città

SASSARI. Se non fosse per il profumo di mirto e lentischio, sembrerebbe di essere in un’altra regione. Eppure è il cuore della Nurra, quasi al confine fra i comuni di Sassari e Alghero. Tottubella-Rumanedda è una borgata dalla storia recente. Anzi è giovanissima, meno di 60 anni. Ma un senso di comunità incredibile per un centro abitato da 436 anime.

Tottubella è infatti sorta alla fine degli anni Cinquanta con la Riforma Agraria dell’allora ministro dell’Agricoltura Antonio Segni. Una riforma che aveva portato alla bonifica di quella vasta area racchiusa fra Sassari, Alghero e Porto Torres, allora incolta, fino a qualche decennio prima rifugio sicuro di latitanti il più famoso dei quali è stato Giovanni Tolu. Ma la riforma agraria del ministro Segni doveva servire a rilanciare uno dei settori (allora) vitali dell’economia isolana. E così vennero scelte le aree più adatte all’insediamento di nuovi “coloni” a ognuno dei quali l’Etfas assegnò una casa, un’altro stabile per il ricovero degli animali o degli attrezzi e un’area di tremila metri quadrati destinata all’allevamento o all’agricoltura. Questi lotti erano stati denominati “cantieri”. E quel nome è rimasto. Anche adesso per dire “due case più avanti”, l’espressione usata è “due cantieri più avanti”. Coloni arrivati da mezza Sardegna, ma che a Tottubella hanno messo radici. Al punto che anche i più giovani, ragazzi fra i 15 e i 25 anni, cercano di costruire il loro futuro a Tottubella. Impresa difficile: è quasi impossibile costruire nuove abitazioni perché la borgata è centro matrice del nuovo Piano urbanistico comunale, come se fosse il centro storico di Sassari con tutte le limitazioni che questo comporta. Limitazioni che erano previste anche dal vecchio Piano regolatore, ma negli anni Settanta la crescita demografica spinse gli abitanti a costruire comunque nuove case, poi sanate a metà degli anni Ottanta. E anche adesso, attraversando il viale che spezza in due Tottubella, si riconoscono le vecchie case rurali, i magazzini e le nuove abitazioni. Linde, ordinatissime, curate in ogni particolare. Anche questo sembra essere un sintomo di quell’attaccamento alla borgata che ha messo insieme famiglie provenienti da diverse zone della Sardegna. Borgata che soffre delle criticità tipiche dei quartieri distanti dalla città: l’isolamento, servizi ridotto all’osso, difficoltà a rapportarsi con l’amministrazione centrale. Manca persino la l’Adsl e questo nonostante la linea di trasmissione veloce passi a Bonassai per arrivare fino a Baratz e Villa Assunta. Certo, Tottubella può vantare un ufficio comunale che è anche la sede della circoscrizione, l’ambulatorio con due medici in servizio. Ma il resto è affidato alla buona volontà dei residenti. Gli edifici pubblici che una volta ospitavano le scuole, ora sono diventati un deposito di materiali inutilizzabili. Come le decine e decine di corpi illuminanti provenienti dai vecchi lampioni ammassati nelle aule che una volta ospitava le scuola. Un immobile che potrebbe esser messo a disposizione dei ragazzi di Tottubella. Invece è inagibile.

La vita della borgata è cosi animata dall’associazione “Vivere bene a Tottubella”, presieduta da Gianni Cubeddu, associazione che gestisce anche il centro di aggregazione sociale. Magari con i mugugni di qualcuno che non condivide le scelte gestionali dell’associazione. E che preferisce non prender parte alle iniziative dell’associazione come le “vitellate”, le arrostite, i motoraduni. Il prossimo grande appuntamento con il mondo dei biker è per il 17 agosto con l’arrivo di trecento ospiti. Sempre ad agosto si festeggia la patrona Santa Maria Regina, festa organizzata dalla parrocchia con la collaborazione dell’associazione. Una grande festa campestre

che richiama centinaia di ospiti da tutto il territorio. Anche questo è un modo per sentirsi comunità a Tottubella, borgata che proprio di recente è stata scoperta da due “forestieri” che hanno acquistato casa e che a breve si trasferiranno in Nurra.

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