Apollo Beat: il funk tra sirene e cinema 

Il sound Anni 70 della formazione sassarese

Volante 1 a Volante 2: gomme che stridono e sirene spiegate; le gazzelle della polizia partono all'inseguimento dei sospettati e in sottofondo, ad accompagnare musicalmente le immagini, chitarre wah-wah onnipresenti, batterie e percussioni cariche di groove, sostenute da un basso ancheggiante unito a un clavinet aggressivo, un piano elettrico o un organo hammond. A sentirla, sembra la descrizione della scena di un poliziesco Anni 70, invece è la sintesi del mondo racchiuso nella musica degli Apollo Beat. La formazione sassarese fa della matrice funk cinematografica il suo tratto principale. Una “forza di polizia della musica”, con Giuseppe Bulla (voce e chitarra), Diego Ganga (basso), Salvatore Dore (batteria), Andrea Sau (tastiere) e Diego Moretti (percussioni), che mira a riportare in auge un gangster sound cinematografico, definito scherzosamente, per esigenze geografiche, “Anonima Sequestri Revival”. E in effetti il genere degli Apollo riporta alla mente quegli anni in cui il groove veniva esportato dai sobborghi di New York, dove camminare con cautela per evitare le pallottole era d'obbligo, teletrasportandoli però nella realtà moderna, dando la possibilità a chi mastica poco i film polizieschi di poterne fruire e essere trascinato

in una spirale sonora, con scene “pulp” e accompagnamento musicale che calza a pennello. Info: https://www.facebook.com/TheApolloBeat

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