No al femminicidio: donne e visi sfigurati per lo spot-denuncia

È stato presentato sabato il filmato della regista Viola Ledda. Domani in Comune “Donne in rete contro la violenza” - VIDEO

SASSARI. Volti sfigurati dall’acido o pieni di lividi, su cui sono impressi i segni di una violenza terribile che spesso avviene in casa da parte di mariti, compagni, fidanzati, padri.

Sono i visi delle cinquanta donne sassaresi che hanno scelto di metterci la faccia per incoraggiare altre donne realmente vittime di abusi a chiedere aiuto. Lo hanno fatto nello spot contro la violenza sulle donne realizzato a Sassari dalla Cinemascetti che è stato presentato in anteprima sabato sera nei locali del Centro Artistico Polifunzionale "La voce in musica" (a Predda Niedda), dove il video è stato girato.

Il filmato, diretto dalla regista Viola Ledda, è nato dall’esigenza di fare qualcosa per contrastare la violenza sulle donne e il femminicidio, ormai emergenza nazionale. Nel cast, oltre alle attrici formate nel laboratorio del centro di aggregazione Poliss e la partecipazione di Paola Dessì del Teatro S’Arza, tante donne comuni che si sono messe in gioco per sensibilizzare l’opinione pubblica: «Il mio obiettivo era la semplicità – ha spiegato Viola Ledda – per questo ho deciso di coinvolgere donne della porta accanto, simili alle potenziali vittime. La partecipazione è stata straordinaria, e questo dimostra che le donne al di là di essere coinvolte personalmente sono pronte a battersi a fianco di chi subisce».

Nel video i segni degli abusi non sono in ombra, ma mostrati volutamente in tutto il loro realismo grazie anche al supporto di una squadra di truccatori - Speranza Fiori, Nicoletta Affricani, Giuseppe Branca e Silvia Schintu - che ha messo a disposizione la propria professionalità. Così, nello spot di un minuto e mezzo si susseguono i volti delle donne che mostrano i tanti effetti della violenza - fisici e psicologi - accompagnate dalla colonna sonora composta da Barbara Chocholacova e Gavino Mara di “La Voce in Musica”. In chiusura, l’incoraggiamento a chiamare il 1522, il numero nazionale antiviolenza donne.

Nel corso della serata, Viola Ledda ha ricordato le donne sarde vittime di violenza: quelle che non si arrendono come Valentina Pitzalis e altre che non ci sono più, come Dina Dore e Monica Moretti, la dottoressa uccisa nel 2002 a cui Sassari ha dedicato una piazza. Si è fatto il punto su quanto si sta facendo in Italia e a Sassari per contrastare la violenza sulle donne, con gli interventi dell’avvocato Elvira Useli, esperta in diritto di famiglia e minorile, e Rita Nonnis di “Donne in Carrelas”, il gruppo Facebook nato per sollecitare una maggiore presenza femminile nella toponomastica.

Tante le iniziative che negli ultimi mesi hanno fatto di Sassari una città in prima linea contro la violenza, mentre domani in consiglio comunale è prevista la discussione per l'adesione del Comune al Protocollo d'intesa Anci - D.i.Re (Donne in rete contro la violenza).

«In più, in seguito a un convegno su questi temi promosso dall’Ordine dei medici della provincia di Sassari, dal consiglio dell'Ordine Forense di Sassari e da Lions club - ha

anticipato Rita Nonnis che è medico - si sta lavorando a un tavolo interistituzionale per creare una rete formata da enti locali e quanti lavorano sul campo, che possa supportare in maniera organica le donne vittime di violenza».

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