Archeologia a Bisarcio, riprendono gli scavi

La campagna ripartirà lunedì nel sito retrostante la basilica di Sant’Antioco Guidati da Marco Milanese ci saranno venti studenti dell’Università di Sassari

OZIERI. Ripartirà lunedì 19 agosto la campagna di scavo archeologico nel sito di Bisarcio, promossa dalla cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Sassari, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Province di Sassari e Nuoro, il Comune di Ozieri e l’istituzione San Michele.

Si tratta, come si ricorderà, della seconda tranche di scavi, dopo il primo stage di Open Archaeology svoltosi nell’autunno dello scorso anno, guidato dal docente Marco Milanese, che consentì di individuare la planimetria del villaggio, effettuare lo scavo di alcune strutture significative e di due aree nelle vicinanze della chiesa, verificare la presenza di strutture individuate con le prospezioni magnetiche.

La nuova campagna di scavo, che durerà sino al 14 settembre, intende continuare a indagare i depositi archeologici presenti nelle aree (iniziando in particolare da quella retrostante la chiesa) nonché acquisire sequenze stratigrafiche complete del sito. La direzione, sempre affidata al professor Milanese, sarà guidata dai direttori di scavo Alessandra Deiana e Giovanni Frau con il funzionario incaricato Angela Antona.

«I partecipanti - spiegano i responsabili del progetto - saranno chiamati a svolgere tutte le attività inerenti l’indagine archeologica, dallo scavo al rilievo, alla pulizia e schedatura dei reperti, e a stilare un elenco di tutti i materiali, anche frammentari, rinvenuti». Ciò sarà possibile grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Sassari, che garantirà a titolo gratuito (sulla base di a una convenzione stipulata a luglio con il Comune) la direzione scientifica e il coinvolgimento di studenti universitari, con lo scopo di correlare i risultati delle indagini geomagnetiche con quanto emergerà dagli scavi e fornendo agli stessi studenti la possibilità di approfondire le tecniche e le metodologie di indagine. La partecipazione è aperta non solo a studenti e dottorandi con esperienze precedenti di scavo archeologico ma terrà in considerazione eventuali curriculum con esami (in particolare Metodologia e tecnica dello scavo archeologico) ed altre esperienze pertinenti. Si tratta in tutto di una ventina di studenti, che saranno alloggiati nei pressi del villaggio nei locali della società religiosa di Sant’Antioco, e che potranno arricchire il proprio curriculum con uno stage importante sul campo.

«Siamo molto soddisfatti per essere riusciti ad avviare anche questa seconda campagna di scavi - dice l’assessore comunale alla Cultura Giuseppina Sanna - confortati dai risultati importante della prima. È un progetto molto promettente, che siamo sicuri porterà grandi risultati in materia di valorizzazione del sito anche in una prospettiva di una sua fruizione turistica. Per questo ringraziamo il ministero per averci concesso il via libera,

e naturalmente l’Università di Sassari e la Soprintendenza. Un grazie particolare - conclude - va poi alla società religiosa di Sant’Antioco, che anche quest’anno si è messa a disposizione per curare l’accoglienza degli studenti dimostrando grande sensibilità e spirito di collaborazione».

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