Parla l’esperto: ciclone innescato dal troppo caldo

L’anomalia è stata la temperatura elevata dei due mesi che hanno preceduto questo drammatico evento

SASSARI. La vera anomalia non è tanto questa alluvione, anche se ha avuto un carattere del tutto eccezionale, ma la temperatura particolarmente elevata dei due mesi che hanno preceduto questo drammatico evento. A ricostruire lo scenario meteorologico che ha determinato la devastazione della Gallura è Sergio Borghi direttore dell’Osservatorio Meteorologico di Milano Duomo.

«Il problema - spiega Borghi - è che nei ultimi due mesi si sono registrate condizioni meteo-climatiche davvero insolite. Noi sappiamo che novembre è un mese particolare per il nostro paese. E questo è dovuto al fatto che le perturbazioni che riescono a farsi strada dall’Oceano Atlantico fino all’Italia trovano condizioni molto particolari legate al riscaldamento delle acque del mare. Se il ciclo delle perturbazioni non è costante, l’acqua del mare non si fredda e tutta l’energia poi viene assorbita da poche perturbazioni che diventano particolarmente violente». In particolare in Sardegna, secondo i dati esposti dal ministro dell’Ambiente Orlando in Parlamento sono caduti circa 450 millimetri di pioggia in 12 ore. Quasi la metà delle precipitazioni che cadono sulla regione in un anno. «Il fatto è che queste condizioni climatiche

- dice l’esperto - favoriscono la creazione di eventi molto intensi del tutto simili ai cicloni tropicali anche se su scala molto più ridotta in termini di dimensioni. L’energia del mare diventa umidità che alimenta questi sistemi nuvolosi che sono capaci di fenomeni davvero devastanti».

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