«A scuola necessaria la videosorveglianza»

Dopo il furto degli otto computer, la vicepreside della media 5+12 lancia un appello al Comune

SASSARI. Non è soltanto un furto come tanti se ne sono visti anche negli ultimi mesi, quello messo in atto venerdì scorso nella scuola media 5 di via Gorizia, ma soprattutto la brusca interruzione di un sogno.

Gli otto personal computer portati via durante la notte da ignoti ladri infatti erano indispensabili per utilizzare le Lim (lavagne interattive multimediali), strumenti che rappresentano la nuova frontiera della didattica e che sono arrivate nelle aule sarde grazie al progetto pilota “Sardegna Digitale” finanziato dall’Unione Europea. Insegnanti e studenti avevano cominciato a usarle da circa due mesi ma l’episodio che si è verificato nei giorni scorsi ha gettato tutti nello sconforto. «Non ce la sentiamo di lasciare nelle aule i 12 pc che non hanno portato via – dice la vicepreside della 5+12, responsabile del plesso di via Gorizia, Michela Marras –. Li abbiamo custoditi nella cassaforte ma in questo modo non potremo più usare le lavagne. Almeno fino a quando la scuola non sarà dotata di un sistema di videosorveglianza. Entrare nell’istituto a quanto pare è stato semplicissimo e ora il personale ha paura a trovarsi in pericolo. La sera chiudiamo le uscite di sicurezza con le catene ma controllare la scuola, per i pochissimi collaboratori scolastici è impossibile. Chiediamo che il Comune intervenga al più presto e colmi questa lacuna, visto che altre scuole sono dotate di allarme».

Il Comune, da parte sua, quest’anno ha stanziato mezzo milione di euro destinati alla sicurezza dei luoghi di studio e di lavoro. Si sta procedendo infatti all’eliminazione dell’amianto da 26 istituti scolastici ma nulla è previsto per garantire l’inviolabilità delle strutture. «Facendo salti mortali avevamo comprato gli stipetti per custodire i computer nelle aule – aggiunge la professoressa Marras – ma visto come sono andate le cose per il momento dovremo rinunciare all’utilizzo delle Lim».

L’assessore alle Politiche giovanili Alessio Marras purtroppo non è prodigo di buone notizie. «Inutile dire che il Comune non ha le possibilità economiche per fornire gli istituti di

sistemi di videosorveglianza. Ritengo che alla Regione sarebbe spettato l’onere di proteggere le scuole nel momento in cui le stava dotando di materiale tanto prezioso. Adesso la priorità è di rendere sicure le strutture sotto il profilo della salute e dell’incolumità di ragazzi e personale».

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