La Corte dei conti bacchetta la Regione

La Sezione di controllo contesta eccessivi ritardi nella erogazione e una ripartizione “sbilanciata” a favore di Cagliari

SASSARI. Gravi ritardi nell’erogazione dei fondi, immotivati criteri di ripartizione delle cifre stanziate, scarso interesse da parte della Regione per il controllo sulla rendicontazione delle somme ricevute da parte delle università, mancata predisposizione da parte della Giunta regionale della relazione annuale da presentare al Consiglio sull’effettivo utilizzo delle somme erogate agli atenei, totale assenza di programmazione concertata precedente lo stanziamento o la ripartizione dei fondi.

Sono solo alcuni dei rilievi evidenziati nell’Indagine sui finanziamenti della Regione al Sistema universitario regionale (in particolare per quanto riguarda gli esercizi finanziari 2010-2011) redatta dalla Corte dei conti. La Sezione di Controllo per la Regione è infatti intervenuta con una relazione pubblicata da ieri sul sito a firma del magistrato Roberto Angioni. Una sequela di osservazioni da cui l’assessorato all’Istruzione non esce benissimo. In particolare perché i finanziamenti per la didattica, per la ricerca scientifica e per l’innovazione tecnologica sono arrivati così in ritardo «da risultare incompatibili con le necessità di sviluppo del settore e di una ordinata e attendibile programmazione delle attività universitarie finanziate dalle risorse regionali».

Ritardi addebitabili secondo la Corte dei conti alla complessità del procedimento disegnato dalla normativa vigente. Una situazione aggravata dal quadro generale di riduzione drastica dei fondi stanziati dal ministero per il Funzionamento ordinario di ateneo. Basti pensare che l’università di Sassari ha visto diminuire il proprio fondo del 14 per cento dal 2009 a oggi. «In tale contesto – si legge nella relazione – le risorse erogate dalla Regione secondo una Convenzione triennale firmata con i due atenei, costituiscono un’importantissima fonte di finanziamento che, se non in grado di sostituire i finanziamenti ordinari dello Stato, certamente li integrano in consistente misura, assumendo un ruolo determinante sotto il profilo dell’equilibrio dei bilanci universitari e, operativamente, sotto il profilo dell’offerta formativa rivolta alla popolazione studentesca».

Ecco perché secondo i magistrati contabili diventano rilevanti le modalità di erogazione dei fondi. Tra le principali critiche presenti nella relazione la ripartizione delle cifre tra le due università sarde considerata fortemente sbilanciata. «La legge regionale finanziaria per l’anno 2010 (L.R. 28 dicembre 2009 n. 5) ha stanziato un importo complessivo di 19 milioni di euro per gli interventi regionali in favore delle due università. Secondo i criteri fissati dal Comitato Paritetico istituito dalla legge 26/1996 (e che invece risulta esautorato dalla Convenzione 2012-2014), tali risorse sono state attribuite all’università di Cagliari nella misura percentuale del 65% e all’università di Sassari nella restante misura del 35%. «Il criterio di ripartizione corrisponderebbe, a quanto si legge nella deliberazione della Giunta n.9/56 del 23.2.2012 alla popolazione universitaria. In verità la Convenzione non effettua alcun riferimento alla popolazione universitaria,

né, tanto meno, prevede di dividere le risorse regionali mediante tale criterio». Per quanto riguarda i ritardi nell’erogazione dei fondi, infine, la relazione pone l’accento sul fatto che non sono stati ancora trasferiti i finanziamenti relativi al 2011.

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