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Il Pd: Platamona libera dalle macerie del Lido Iride

SORSO. Il progetto di riqualificazione della fascia costiera del nord ovest, dopo la pubblicazione del bando di gara dei 9 milioni di euro pubblici investiti dalla Regione, alimenta il dibattito...

SORSO. Il progetto di riqualificazione della fascia costiera del nord ovest, dopo la pubblicazione del bando di gara dei 9 milioni di euro pubblici investiti dalla Regione, alimenta il dibattito politico. Un gruppo di militanti e simpatizzanti del Partito Democratico di Sorso (da tempo senza organi dirigenti) capeggiato da Simone Razzu - libero professionista, figlio dell’ex sindaco Salvatore Angelo – interviene sul tema per puntualizzare alcune questioni. «L’amministrazione di Sorso ha programmato due interventi integrati. Il primo, attraverso un project financing (totale capitale privato) di circa 7 milioni di euro, era mirato alla ricostruzione del lido Iride: fallita giacché nessun imprenditore ci ha creduto», si legge in una nota. In particolare, gli attivisti del Pd sembrano aver mal digerito la figuraccia per la bocciatura del concorso d’idee fatta dal Tar nel 2012: «L’aggiudicazione allo studio Marzorati di Milano si presentava con un megaprogetto ma i calcoli erano macroscopicamente errati e l’offerta non era anonima». La seconda critica arriva per i ritardi nella spendita dei 9 milioni stanziati dalla Regione. «È sufficiente scorrere le pagine della stessa sentenza del Tar per capire l’entità del rallentamento che ha avuto il progetto a causa delle irregolarità commesse dalla commissione di gara del concorso d’idee, con buona pace di chi dichiarò che il giudizio contrario del Tar avrebbe accelerato i tempi», sottolineano gli attivisti. Ulteriori perplessità vengono avanzate rispetto alle zone destinatarie delle opere pubbliche perché «concentrate nel versante della fascia costiera, occupato dal rudere del lido Iride e dal vecchio Hotel Toluca. «Progetti che saranno a contorno di un cumulo di macerie giacché nessuno vuole ricostruire il lido Iride», afferma il Pd. Insomma, il timore è che il progetto – in un momento storico di carenza di risorse pubbliche o private - possa diventare un enorme pasticcio. «Sono due le soluzioni realistiche: prevedere punteggi bonus per le imprese che propongono di bonificare l’area del lido Iride oppure l’emissione di un’ordinanza sindacale per la tutela della salute, l’igiene e la pubblica sicurezza», continua la nota. La prima soluzione sarebbe fattibile «integrando il bando di gara odierno, ma è rischiosa perché potrebbe inceppare quanto macchinosamente

programmato», mentre la seconda «sarebbe coerente con la pianificazione prevista nel Piano di utilizzo dei litorali, consentendo di dissequestrare un’ampia area dalle macerie e dalla megalomania di una certa politica, restituendo all’uomo la spiaggia», conclude il comunicato. (s.s.)

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