Sassari, sì al progetto del campus nell’ex semoleria

Occorre però apportare alcune modifiche alla proposta. Il caso ritorna in commissione

SASSARI. Il campus universitario negli ex mulini Azzena si può fare: apportando piccoli ritocchi al progetto, la proposta presentata dalla Cator (la società su cui l’Ersu è pronta a investire 40 milioni di euro per acquistare l’area e realizzare le strutture) può ottenere il nulla osta dagli uffici tecnici del Comune.

La richiesta di variante. Il settore urbanistica ha già analizzato la richiesta di variante urbanistica per ottenere il cambio di destinazione d’uso dell’area degli ex mulini depositato qualche settimana fa dalla Cator, e ha passato la palla alla politica. Martedì o mercoledì la pratica dovrebbe arrivare al tavolo della Commissione Urbanistica dove sarà richiesto ai consiglieri comunali di esprimere una valutazione politica sull’ambizioso progetto sponsorizzato dall’Ersu.

«Gli uffici dicono che con delle lievi modifiche il progetto può superare il vaglio tecnico», spiega il vicesindaco, Gavino Zirattu, «ora è solo una questione di scelte politiche e spetta alla commissione e al Consiglio prendere una decisione».

La mozione di Sel. In realtà il consiglio comunale ha già espresso la propria posizione: nel settembre scorso ha votato a favore di una mozione presentata da Sel, con cui l’assemblea si è opposta al progetto di trasformare le ex semolerie Azzena di via Predda Niedda in un campus universitario, e ha impegnato la Giunta ad aprire una trattativa con l’Ersu per trovare una soluzione alternativa e condivisa dalla città.

I contrari. Contro l’idea dell’Ersu si sono espressi anche l’Università, gli studenti universitari e perfino all’interno del consiglio d’amministrazione dell’ente il progetto non ha trovato l’unanimità.

I rappresentanti dell’Università e degli studenti si sono astenuti, mentre il consigliere Carlo Sotgiu ha votato no: «Ho votato contro la proroga confortato dal parere legale richiesto dall’ente, che ha sancito che le condizioni contrattuali inserite nel preliminare di acquisto non si erano avverate entro la scadenza del 31 dicembre», spiega Sotgiu. «Ho ritenuto difficile che si potesse risolvere in un mese quanto non si è riusciti a risolvere in un anno, vista la situazione del Puc di Sassari.

Il consiglio comunale. Inoltre il Consiglio comunale che si era già espresso contrariamente con una mozione e che in ogni caso sulla variante urbanistica ha l’ultima parola». Nonostante gli ostacoli i pareri negativi l’Ersu, con il presidente, Gianni Poggiu, e la Cator, non si sono arresi.

A dicembre hanno presentato agli uffici comunali la richiesta di variante urbanistica necessaria per mandare avanti il programma, e hanno inviato una lettera al sindaco, chiedendo che il Consiglio comunale approvi quella variante urbanistica entro il 31 gennaio, pena la perdita dei finanziamenti Cipe (20 milioni di euro) destinati al progetto del campus.

Ersu e Cator (proprietaria dei terreni e delle strutture su cui dovrebbe essere ricavato il campus universitario) avevano firmato un contratto preliminare per la realizzazione delle opere, con la clausola

che se entro il 31 dicembre 2013 non si fossero concretizzate le condizioni necessarie per il progetto (la variante urbanistica), il contratto sarebbe stato nullo.

La scadenza è poi stata spostata al 31 gennaio. Il consiglio comunale è quindi chiamato a esprimersi entro questa settimana.

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