Rete dei comitati contro il termodinamico

Si è tenuto a Cossoine un incontro tra tutte le associazioni che si occupano di ambiente e salute

COSSOINE. Hanno scelto Cossoine per il suo valore simbolico nella battaglia contro il termodinamico sui terreni agricoli, e nel centro del Meilogu hanno fatto un altro passo avanti verso la costruzione della rete fra tutti coloro che si battono per la difesa dell’ambiente e delle culture locali, e per un’idea diversa dell’uso dei territori. Sono i comitati spontanei, nati a vario titolo pressoché in ogni angolo della Sardegna, e interpreti del rifiuto dell’aggressione speculativa portata dalle multinazionali della “green economy” e non solo. «Siamo contenti che i comitati abbiano scelto Cossoine per questo incontro – dice Lello Spanu, coordinatore del Comitato per il no al termodinamico a Su Padru – è un riconoscimento per la nostra battaglia ed è un ulteriore stimolo per rafforzare a livello regionale un coordinamento che consenta di far sentire sempre più forte la voce dei territori”. Erano presenti i comitati “Terra che ci appartiene” di Gonnosfanadiga, “Sa Nuxedda Free” di Vallermosa, “Carraxu” di Cagliari, “Acqua bene comune” di Bosa, “S’arrieddu” di Narbolia, “No Galsi” di Cagliari, “Non bruciamoci il futuro” di Macomer, “Terrasana” di Decimoputzu, “Tutela del Monreale” di San Gavino Monreale, “No Triv” del Montiferru, “Comitato per la tutela e lo sviluppo di Torre Grande”, Wwf Sardegna, Italia Nostra, Lipu Sardegna. «La prima parte dell’incontro – si legge nel comunicato del Comitato di Cossoine – è stata dedicata ad una ricognizione sull’attività dei diversi comitati, e sulle emergenze da affrontare. Fra tutte, quella relativa al termodinamico, esplosa in seguito alle notizie di stampa secondo cui le società proponenti i quattro interventi di Cossoine-Giave, Bonorva-Giave, Villasor–Decimpoputzu, Gonnosfanadiga-Guspini, avrebbero spostato i progetti da Cagliari a Roma, per poter accedere alla “Via” (Valutazione di impatto ambientale) nazionale. Sul punto sono state fornite alcune precisazioni, mentre i rappresentanti di “Terra che ci appartiene” hanno informato i presenti che il primo febbraio, a Gonnosfanadiga, ci sarà un incontro con il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando.“La seconda parte dell’incontro – precisa il Comitato di Cossoine – è stata dedicata al confronto su un

documento che dovrebbe diventare “il Manifesto” della rete dei comitati. Sono stati proposte alcune ipotesi, che dovrebbero convergere e costituire la piattaforma per la proiezione esterna della rete e per il confronto da avviare con i diversi livelli politico-istituzionali”.

Mario Bonu

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