inchiesta per appropriazione indebita

Caso Melissa, chiuse le indagini

La Procura: un ammanco di 47mila euro nei bilanci della Uil

SASSARI. Il sostituto procuratore Gianni Caria ha chiuso le indagini preliminari nei confronti dell’ex segretario della Uil Arnaldo Melissa. La denuncia contro il sindacalista era stata depositata a luglio e portava la firma di Francesca Ticca, segretario regionale del sindacato. Un esposto che aveva convinto la magistratura ad aprire un’inchiesta a carico di Melissa per una presunta appropriazione indebita. Perché, secondo la dirigenza regionale, «in numerosissime occasioni l’ex segretario avrebbe effettuato operazioni incongruenti con le finalità della carica ricoperta e del sindacato e potenzialmente rappresentative di distrazioni di fondi a fini personali». Avrebbe cioè utilizzato fondi della Uil ad esempio per «acquisto di medicinali, acquisti al supermercato, pranzi e cene in noti ristoranti, acquisto carburante per somme esorbitanti, acquisti in negozi di elettronica, etc».

Il sostituto procuratore durante le indagini ha accertato che la condotta dell’ex segretario provinciale avrebbe prodotto un ammanco di 47mila euro nel bilancio del sindacato. Melissa, da parte sua, ha dichiarato in una recente intervista pubblicata su questo giornale di essere in grado di giustificare quelle spese che gli vengono contestate e ha anche sostenuto di esser diventato un bersaglio «perché non mi sono piegato – ha raccontato – alle pressioni dei vertici

regionali e romani. Non ho cioè accettato quei progetti che a mio avviso nulla avevano a che vedere con la Sardegna». Da qui la convinzione di esser diventato a un certo punto del suo “mandato”, un personaggio molto scomodo. A breve l’inchiesta potrebbe avere ulteriori sviluppi. (na.co.)

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