Padre Francesco Zirano sarà Beato

Il Papa ha riconosciuto il martirio del frate francescano ucciso ad Algeri nel 1603

SASSARI. C’è anche padre Francesco Zirano, dell’ordine dei frati minori conventuali, tra i 124 martiri che presto diventeranno “beati”. Una notizia che è stata accolta con grande soddisfazione e gioia soprattutto negli ambienti ecclesiastici non solo di Sassari ma di tutta la Sardegna.

Papa Francesco, ricevendo due giorni fa in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della congregazione per le Cause dei santi, ha approvato la promulgazione di alcuni decreti, tra cui quello che riconosce il martirio di 124 laici coreani uccisi «in odio alla fede» in Corea, secondo il decreto, tra il 1791 e il 1888. Come loro sarà beato anche un altro «servo di Dio» di cui il Papa ha riconosciuto il martirio. Si tratta di Padre Francesco Zirano, ucciso anche lui «in odio alla fede» ad Algeri nel 1603. Nacque a Sassari nel 1564 da una famiglia contadina di profonda fede cattolica. Nella sua casa era forte la devozione verso i protomartiri Gavino, Proto e Gianuario e da Sassari partivano annualmente due pellegrinaggi solenni al santuario di Porto Torres, anche a rischio di improvvisi attacchi di corsari cui la zona era soggetta. Francesco mantenne sempre forte questa devozione. L’infanzia trascorse normale e in un’epoca in cui l'analfabetismo era la norma, ricevette una certa istruzione dai frati di Santa Maria di Betlem. Seguì – entrando tra i conventuali – le orme di un cugino che, poco dopo, fu però fatto schiavo dai corsari sbarcati sull’isola e condotto ad Algeri. Padre Francesco faticosamente raccolse il denaro necessario per il riscatto e partì con l’intento di liberare il parente. Ma, una volta in Algeria, fu spogliato dell’abito, percosso, incatenato e condotto in carcere, dove trovò altri cristiani. Per uno scambio di persona, fu condannato a morte. Confidando in Dio diede testimonianza ai compagni di galera di restare forti nella fede. L’esecuzione venne eseguita il 25 gennaio del 1603.

Nel 2011, in occasione dei festeggiamenti a Sassari per la giornata missionaria francescana, padre Costantino Piras aveva ricordato la figura di padre Francesco Zirano: «Diventò frate di san Francesco nel convento di Santa Maria di Betlem a 26 anni, nel 1580. Visse nel convento di Santa Maria sino al 1602, impegnato nella carità verso i poveri e preoccupato per la sorte degli schiavi in mano ai corsari algerini, tra i quali un suo cugino, anch’egli frate, Francesco Serra. Nel 1599, padre Zirano ottenne dal Papa Clemente VIII il permesso di questuare per raccogliere i soldi necessari per il riscatto del cugino. Nel giugno del 1602 arrivò ad Algeri e a causa della guerra fra Algeri e il vicino regno nordafricano di Cuco, si rifugiò là, portando con sé quattro schiavi liberati, di cui due nativi di Tempio. Tradito dai suoi accompagnatori, venne arrestato e ricondotto ad Algeri, nel gennaio 1603. Il 25 gennaio,

dopo aver rifiutato per tre volte la proposta di rinnegare la fede cristiana, subì il martirio, dopo la sentenza di morte, per scorticamento».

Salirà inoltre agli altari anche un altro francescano italiano, lo stimmatizzato frà Faustino Ghilardi, dei frati minori, morto nel 1937.

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