Nel calderone sonoro dei “Recs of the Flesh”

La band cagliaritana fondata nel 2004 ha saputo ritagliarsi uno spazio sulla scena

Sui “Recs of the Flesh” si sono versati fiumi di inchiostro e di parole anche sulle testate nazionali. Non è un caso: la band cagliaritana fondata nel 2004 – di cui fanno parte da Massimo Usai (voce e chitarra), Sara Melis (tastiere e cori), Edoardo Musiu (batteria) e Diego Venturino (basso e cori) – ha saputo ritagliarsi uno spazio sulla scena grazie a una ricca combinazione di vari elementi che spaziano dal dark al rock al noise e perfino dalla new wave e l'industrial.

Si è arrivati così a costituire un rock d’avanguardia che costituisce un ponte fra i primordi e la modernità, la brutalità e la malinconia. In questo calderone sonoro ribollono riferimenti di provenienza eterogenea come punk, dub e industrial sapientemente miscelati per creare un proprio sound inconfondibile.

Il loro album “The threat remains and it's very real”, rilasciato in digitale e su CD sulla piattaforma Bandcamp nel 2011, rappresenta al meglio il concetto di “pozione sonora” imbastita dalla band, un disco che quasi ipnotizza l'ascoltatore, calamitato a prestare al flusso di note sempre continuo dall'inizio alla fine, che non può fare a meno quindi di perdersi nel soundscape presentato nel disco, che si è guadagnato una recensione più che positiva da “Il Fatto Quotidiano”. Assieme ad esso, altri due album completano la lineup: “Illusory fields of unconsciousness” e il più recente “Fear, lies and collapsing comets”. Info: http://www.recsoftheflesh.com/

e https://www.facebook.com/recsoftheflesh .

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