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Afghanistan, la Brigata Sassari si insedia nel comando di Herat

Il contingente italiano prepara la transizione. Il generale Scopigno: sarà un periodo importantissimo - FOTO

HERAT (Afghanistan). La Brigata Sassari ha assunto la guida del Regional Command West in Afghanistan, sostituendo la brigata "Aosta" che rientra in Italia dopo quasi sei mesi di missione. La cerimonia è avvenuta questa mattina, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e del comandante della forza internazionale ISAF (International Security Assistance Force) generale Joseph R. Dunford.

Il generale di brigata Michele Pellegrino ha passato il testimone al parigrado Manlio Scopigno, al termine di un intenso periodo di operazioni al fianco delle forze di sicurezza afgane, con la trasformazione della struttura del contingente italiano.

«Nel 2013 – spiega una nota dell’Isaf – le forze italiane si sono ridotte di oltre 1000 uomini e sono state consegnate agli afgani cinque basi operative avanzate: Qala-ye-Naw, Farah, Bala Boluk, Camp Stone e Shindand. Ora tutto il contingente nazionale è stato concentrato sulla base di Camp Arena ad Herat, da cui inizierà la delicata operazione logistica del rientro di mezzi e materiali in Italia».

Alla cerimonia erano presenti le maggiori autorità civili e militari della regione occidentale dell'Afghanistan, l'ambasciatore italiano a Kabul Luciano Pezzotti e il comandante di IJC (International Joint Command) generale Joseph Anderson che, dopo aver ricordato l'alto prezzo pagato sin dal 2001 dalle forze di sicurezza afgane con oltre 15000 vittime e da quelle della coalizione con più di 3000 vittime, ha elogiato l'azione del generale Pellegrino e dei suoi uomini che «ha consentito alle forze afgane di assumere la piena responsabilità della sicurezza sviluppando una forza da combattimento capace e indipendente in grado di condurre tutte le operazioni con successo».

«Sono il comandante Manlio Scopigno e il mio nickname è ’hombre’». Con queste parole il nuovo comandante del comando regionale occidentale Isaf dell’Afghanistan, il generale comandante della Brigata Sassari, si è presentato ai mezzi di comunicazione afgani in una breve conferenza stampa subito dopo la cerimonia di passaggio delle consegne nel piazzale dell’aeroporto della base Camp Arena.

«Questo periodo - ha detto - che coinvolgerà la Brigata Sassari sarà un momento importantissimo, forse il più importante in più di dieci anni di missione. Sarà tutto completamente diverso, per noi ma soprattuto per voi. In questi oltre dieci anni abbiamo tutti insieme coltivato un frutteto. Adesso ci sono i frutti e voi li raccoglierete. Può darsi che qualcuno voglia impedirvi di mangiare qualche frutto, ma non ci riuscirà perché il frutteto è grandissimo. Quando voi ne mangerete noi saremo contenti, perché vorrà dire che il lavoro ha dato risultati».

Gli afgani, ha poi spiegato agli italiani in una conferenza stampa successiva, «raccoglieranno il frutto del lavoro che si è fatto in dieci anni di missione. Abbiamo aiutato a coltivare una parte di questo giardino, che è la parte della sicurezza, ma tutti hanno dato il prorio supporto. Questo è il momento topico. È il momento in cui noi vedremo raccogliere agli afgani il loro frutto. Di questo sono assolutamente certo».

Avere il comando Isaf dell’area

occidentale in questo momento «è una responsabilità importante - ha sottolineato - perché nelle fasi conclusive avremo la certezza che tutto quello che sarà stato fatto dai miei predecessori non sarà stato invano ma avrà aiutato una popolazione che ne aveva bisogno e la pace internazionale».

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