Piantagione di marijuana, in cella idraulico di Anela

Sequestrato dai carabinieri di Bono un chilo e mezzo di sostanza stupefacente Nell’abitazione dell’uomo c’era tutto l’occorrente per una serra domestica

ANELA.

I carabinieri lo tenevano d’occhio da tempo ma solo quando hanno avuto la certezza di avere gli elementi sufficienti per procedere all’arresto sono intervenuti. Sono così scattate la manette ai polsi di Giuseppe Cocco, 59 anni, idraulico di Anela: l’accusa è quella di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

L’operazione dei carabinieri della stazione e del nucleo radiomobile della compagnia di Bono è scattata a mezzogiorno di sabato, con un perquisizione nell’abitazione di Giuseppe Cocco, personaggio già conosciuto alle forze dell’ordine. Non è stato difficile per i militari mettere le mani su un piccolo “tesoro”: quasi un chilo e mezzo di marijuana suddiviso in trentatré sacchetti di plastica e confezionati sottovuoto.

Ma nell’abitazione dell’idraulico non c’era solo l’erba: al termine della perquisizione i carabinieri hanno dovuto compilare un lungo elenco di quanto sequestrato, cioè il necessario per la realizzazione di una piccola serra domestica: 25 vasi in plastica di varie dimensioni, un proiettore con la lampada al litio, un bilancino di precisione, un manuale per la coltivazione della cannabis indica, un timer per gli impianti di irrigazione, dieci metri di tubo in Pvc e- soprattutto - le radici con relative porzioni di fusto di piante di cannabis.

A quel punto Giuseppe Cocco è stato dichiarato in arresto e rinchiuso in camera di sicurezza della caserma di Illorai in attesa di essere interrogato dal magistrato.

Quello di sabato non è il primo sequestro di droga coltivata in casa effettuato dai carabinieri in Goceano. Ma il fenomeno del “fai da te” si è diffuso in tutta l’isola e le coltivazioni di marijuana sono diventate una costante delle attività illegali. A volte si tratta di piccole serre domestiche, come nel caso di Anela, altre volte di piccoli orticelli messi a dimora magari nel cortile di casa, altre ancora di vere e proprie piantagioni come quelle scoperta (in area demaniale) in Ogliastra con migliaia di piante di cannabis giunte a maturazione, pronte a essere raccolte e immesse sul mercato. Questo accade grazie al clima che sembra particolarmente adatto alla coltivazione della cannabis, ma grazie anche ai grandi spazi disabitati della Sardegna dove è facile nascondere le piantagioni, magari mimetizzate fra la macchia mediterranea. Piantagioni che ormai vengono

scoperte grazie alle ricognizioni aeree.

Più difficile individuare le coltivazioni casalinghe, per le quali occorrono metodi investigativi tradizionali, magari seguendo il “flusso” dei consumatori. Come è accaduto, quasi certamente, nel caso dell’arresto di Giuseppe Cocco. (p.s.)

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