Alla scoperta della storia del Mejlogu

Presentato a Bonorva il secondo tomo del libro incentrato sull’antica curatoria di Costa de Addes

BONORVA. Sabato scorso un buon numero di appassionati ed estimatori degli studi e ricerche nel mondo dell’archeologia, ha assistito con grande attenzione alla presentazione del secondo tomo del libro “Mejlogu”. Un volume di notevole interesse scientifico, riguardante l'antica curatoria di “Costa de Addes”, pubblicato dall’editoriale Documenta, in collaborazione con la “Biblioteca di Sardegna” e scritto dagli storici e studiosi medievisti, Giovanni Deriu, che ha partecipato all’incontro e Salvatore Chessa, che non è potuto intervenire. Erano presenti il sindaco Giammario Senes e gli assessori comunali alla Pubblica Istruzione, Antonella Mura, e alla Cultura e spettacolo, Giovanna Tedde.

La riunione è stata introdotta dal linguista Mario Antioco Sanna che ha illustrato il percorso storico esaminato dai due scrittori nell’ambito del Meilogu, con particolare riferimento alle diverse caratteristiche linguistiche. Dopo un intervento di Giovanni Deriu, che ha spiegato, con l’aiuto di chiare cartine topografiche, la dislocazione dei diversi siti oggetto di studio, è intervenuto lo storico d’arte, Giovanni Battista Faedda, che ha posto l’accento sull’evoluzione artistica e sui caratteri fondanti delle varie “dominazioni” che hanno caratterizzato la vita del territorio. Ha destato notevole interesse, per la sua specificità e le circostanze che ne hanno caratterizzato la particolare ricerca, l’intervento di Maurizio Serra, che cura il progetto “Chiese Campestri” e che, da otto anni, nonostante varie richieste e domande, senza risposta, rivolte agli enti pubblici, è impegnato, a titolo assolutamente gratuito, nella ricerca di vecchi siti dedicati al culto, in parte distrutti, abbandonati, parzialmente utilizzati o recuperati alle vecchie e tradizionali feste paesane. Un’indagine che ha portato avanti con grande dedizione, percorrendo, senza alcun aiuto ma solo con mezzi personali, oltre 130mila chilometri, e che, grazie al suo lavoro certosino e paziente, ha permesso il recupero storico e fotografico di centinaia di strutture ricche di storia, abbandonate o in stato di totale degrado, sparse in tutta la Sardegna. Un immenso patrimonio che andrebbe segnalato, recuperato e reso visibile, nell’ambito di un turismo culturale, archeologico e religioso che potrebbe essere arricchito dalle nuove proposte e contribuire, oltre alla

conoscenza e lo studio delle tradizioni e costumi del territorio, anche a una ripresa occupazionale ed economica di molte zone interne dell’isola. Il secondo tomo del libro “Meilogu” sarà presentato il 29 marzo a Semestene, il 5 aprile a Banari e l'11 aprile a Torralba.

Emidio Muroni

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