Un piano di emergenza per Monte Bianchinu

I residenti e il Wwf chiedono misure di prevenzione contro gli incendi Quarant’anni fa nel bosco secolare nacque il quartiere residenziale Le Querce

SASSARI. Monte Bianchinu conserva un bosco secolare. Come difenderlo? A quarant’anni dalla nascita del progetto del quartiere residenziale Le Querce, il Wwf si è posto il problema su come tutelare un patrimonio naturale che è di tutta Sassari dal pericolo di incendi. Se ne parlerà domani nel corso di un incontro promosso dall’associazione ambientalista nella sede di San Pietro in Silki, nell’Istituto Regina Margherita. Per proteggere dal fuoco un insediamento che può essere considerato antesignano dell’ecosostenibilità occorre disporre un piano di intervento e di emergenza. E per raggiungere questo obiettivo si sta puntando alla creazione di un Comitato di residenti e associazioni che coinvolga gli enti preposti quali Comune, Protezione Civile e vigili del fuoco al fine di predisporre un programma operativo, evitando gli intoppi burocratici che troppo spesso bloccano progetti di questo tipo.

I residenti hanno finora attuato una sorveglianza spontanea, prevedendo una serie di cautele. Che però non possono certo essere sufficienti a garantire la salvaguardia dei luoghi e delle persone nello sciagurato caso in cui scoppiasse un incendio di vaste proporzioni. Che lambirebbe altre zone della città, prima di tutto il popoloso quartiere di Luna e Sole con il quale Le Querce confina. Oggi le moderne tecnologie consentono una sorveglianza più appropriata, rileva il Wwf. Con sistemi elettronici di allarme ad ampio raggio, ad esempio, si garantirebbe un intervento tempestivo. E si eviterebbe la devastazione di un’area che rappresenta un polmone verde e un punto di aggregazione aperto tutta la città. Basta pensare alla funzione che ha svolto e svolge lo Sporting club, sorto negli anni Ottanta, con la piscina, i campi di calcio e di tennis, le palestre e la scuola di danza presente da oltre dieci anni. Fino al ristorante dove generazioni di giovani sposi hanno organizzato il ricevimento nuziale e poi, diventati genitori, vi hanno portato i propri figli per svolgere attività sportiva.

Le Querce sorge su un’area di cinquanta ettari, a sud est della città, già proprietà di una famiglia di pastori-allevatori di Giave. Fu il patriarca Luigi Fadda a vendere i primi lotti inserendo negli atti notarili di compravendita vincoli ambientali ben prima di quelli urbanistici che sarebbero seguiti. Un rispetto della natura che ha dato frutti. A distanza di quarant’anni il querceto e la macchia mediterranea sono rimasti immutati, perché sin dalla prima urbanizzazione si è avuta cura di non abbattere alberi e arbusti e di costruire nelle radure esistenti. Sono anche stati preservati i caratteristici muretti a secco. Il risultato di questo rapporto rispettoso con l’ambiente circostante è che il volume di cemento è inferiore al dieci per cento dell’area lottizzata.Un risultato che aumenta il valore di una zona al cui interno sono conservati anche importanti reperti archeologici. Una chiesa

paleocristiana scavata nella roccia, a fianco allo Sporting Club, è una delle scoperte che Monte Bianchinu riserva ai suo visitatori e che spesso fa da sfondo suggestivo a romantiche foto di sposi abbracciati sotto le querce secolari. Un motivo in più per difenderlo dalla minaccia del fuoco.

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