Prima lo esonerano dalle visite mediche e poi gli sospendono l'assegno di invalidità

Surreale disavventura di un disabile “punito” dall'Inps per l’assenza. Due commissioni e due pratiche burocratiche per la stessa patologia cronica

SASSARI. L’Inps, che cinque anni fa lo aveva esonerato da ulteriori visite di controllo o di revisione della permanenza dell’invalidità, adesso lo punisce sospendogli l’assegno perché... non si è presentato a una visita di controllo per la quale non aveva ricevuto alcuna convocazione.

Protagonista della surreale vicenda, frutto del sovrapporsi di pratiche burocratiche affidate a uffici evidentemente scollegati tra loro, è Danilo Monaro, 54 anni, un bancario sassarese invalido per una grave forma di poliomielite. La patologia rientra tra quelle previste dal decreto ministeriale del 2007 che esonera chi ne è afflitto da controllo o di revisione della permanenza dello stato invalidante. Questa condizione era stata riconosciuta dalla commissione dell’Inps con una lettera datata 5 giugno 2009. «Dopo avere ricevuto la raccomandata ho pensato “bene!” – racconta Monaro – e quasi mi sono dimenticato di vivere in un paese dove tutto è possibile, soprattutto se va a scapito dei cittadini più deboli, meglio se disabili». Si può immaginare lo stupore e la rabbia di Danilo Monaro quando, con una lettera protocollata il 17 febbraio 2014, l’Inps gli ha comunicato che l’istituto aveva revisionato il suo assegno e lo aveva sospeso per assenza ingiustificata alla visita di controllo.

A un mese e mezzo da quella comunicazione, Danilo Monaro ha risolto il mistero burocratico dopo essersi rivolto a un centro di assistenza fiscale. «Ho scoperto – spiega – che le commissioni che si occupano di invalidità all’Inps sono due: una accerta lo stato invalidante, l’altra si occupa dell’eventuale assegno di accompagnamento». Quest’ultima ha esonerato Monaro dalle visite, ma evidentemente non lo ha comunicato all’altra che ha continuato a seguire la procedura delle visite periodiche di controllo. Come se una poliomielite potesse miracolosamente regredire fino a guarigione. Resta il mistero sulla convocazione alla visita di controllo, che Danilo Monaro non ha ricevuto «perché – assicura – mi sarei certamente presentato».

Il bancario avrà comunque modo di confrontarsi, e con molte cose da dire, con i commissari dell’Istituto per la previdenza sociale. «Ho chiesto di essere sottoposto a nuova visita medica – annuncia –. L’ho fatto attraverso il Caf, perché l’Inps non accetta il contraddittorio». Danilo Monaro sa difendersi dalla burocrazia,

ma ha deciso di rendere pubblico il suo caso perché sia di esempio. «Mi chiedo – spiega – quanti disabili ricevano queste comunicazioni che li precipitano nella disperazione, perché viene loro a mancare un sostegno al reddito, e non hanno la possibilità di difendersi o di farsi ascoltare»

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