«Lav...Ora», enti pubblici penalizzati

Il Goceano protesta perché il bando regionale per soggetti svantaggiati avrebbe favorito le società private

BONO. Speranze disattese nel Goceano dal bando regionale “Lav...Ora” di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati e che, a detta dei Comuni, è troppo a favore dei datori di lavoro privati a discapito del settore pubblico.

La protesta arriva dal vice sindaco di Bono Michele Solinas, che facendosi portavoce degli altri Comuni aderenti al Consorzio Sviluppo Civile lamenta le eccessive difficoltà di accesso da parte dei soggetti pubblici. Il “Lav..Ora”, come la maggior parte dei più recenti bandi regionali e non solo, prevede che la graduatoria dei beneficiari sia stilata avendo come primo requisito l’ordine cronologico di presentazione delle istanze. Una regola che penalizza gli enti e i soggetti pubblici, che, come ricorda Solinas, «per loro natura sono soggetti a norme e procedure alle quali non sono tenuti i privati».

I nove Comuni del Goceano (Bono, Benetutti, Esporlatu, Bottidda, Alà dei Sardi, Buddusò, Burgos, Illorai) hanno partecipato al bando con un progetto integrato predisposto dal Consorzio Sviluppo Civile, che prevedeva l’inserimento lavorativo di una trentina di persone (due-tre per ogni comune). Il piano, come spiega Solinas, era «coerente con le precedenti attività in materia di promozione e di incremento di strumenti per migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati»; attività realizzate nell’ambito dei progetti pilota “Alle radici della legalità” e “Cantieri di Legalità” legati ai Por 2000-2006 e 2007-2013. «Si è scelta questa strada - aggiunge il vice sindaco - perché è la più coerente con le finalità perseguite dai Comuni tramite il Csc e anche perché a noi tutti era sembrata maggiormente meritevole di accettazione da parte della Regione, che nel bando stesso suggeriva e auspicava la costituzione di reti spontanee di partenariato tra tutti i soggetti pubblici e privati che operano in tale settore».

Ma non è andata così: in attesa di un riscontro positivo ai progetti presentati, e dopo che la commissione preposta ha approvato l’ulteriore elenco di domande ammesse, si è constatato che su 463 progetti, 416 sono di beneficiari privati e solo 47 sono di enti pubblici. È lecito chiedersi, dunque, se gli intenti della Regione non siano stati del tutto disattesi, dato che la procedura di valutazione a sportello, avvenuta secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze, di fatto ha mortificato il

lavoro svolto dagli enti pubblici.

Occorrerebbe un ripensamento dei termini del bando, dice in sostanza Michele Solinas, nonché una nuova dotazione di fondi, che ormai sono quasi finiti (a fronte degli 8 milioni e 500mila euro stanziati ne sono stati utilizzati quasi 6 milioni e 700mila.

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