Richiesta di moratoria sull’energia

Anche Cossoine aderisce al movimento dei “Comuni virtuosi” e si rivolge direttamente alla Regione

OSSI. Anche il Comune di Cossoine ha aderito alla richiesta di moratoria sull’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, lanciata dal Comune di Sardara, nella provincia del Medio Campidano, e patrocinata e sostenuta dall’associazione “Comuni virtuosi”. Il documento, che è stato inoltrato al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’assessore all’Ambiente, Donatella Spano, mette preliminarmente in evidenza l’impegno dei Comuni a difesa dell’ambiente e delle risorse locali, fra cui: l’adesione al “Patto dei sindaci”; l’istituzione e il finanziamento dei “Ceas” (Centri di educazione all’ambiente e alla sostenibilità); l’approvazione dei “Paes” (Piani di azione per l'energia sostenibile); la tutela del patrimonio boschivo, finanziando compagnie barracellari e campagne antincendio; l’incentivazione della raccolta differenziata, portandola a livelli ottimali. Tutte azioni, sostiene il documento, che rischiano di venire vanificate dalla vera è propria aggressione al territorio, portata avanti in nome delle “energie rinnovabili”. «Sono 14 – si legge nella nota – le sole richieste di permesso di ricerca geotermica che si estendono a tutta la Sardegna, per una superficie complessiva di oltre 2000 kmq, mentre sono 19 le richieste di trivellazione fra geotermico e idrocarburi a terra e a mare». Poi ancora: 5 progetti per impianti termodinamici solari a concentrazione per una potenza complessiva totale di 285 Mwe e oltre 900 ha di terreno agricolo, nei territori di: Gonnosfanadiga–Guspini, 50 Mwe; Villasor- Decimoputzu “Flumini Mannu”, 55 Mwe; Cossoine “Campu Giavesu”, 30 Mwe; Bonorva-Giave, 50 Mwe; Vallermosa “Sa Nuxedda”, 50 Mwe. E ancora, otto impianti di serre fotovoltaiche, due grossi impianti a biomasse (Porto Torres e Macchiareddu), numerosissimi impianti a biogas; l’eolico, che è passato dai 39 impianti del 2011 ai 47 del 2012, agli 80 al 30 giugno 2013; il fotovoltaico, che è balzato dai 14.637 impianti del 2011 ai 22.287 del 2012. Uno scenario da incubo, aggravato dal fatto che la Regione non possiede un aggiornato “Piano energetico ambientale Regione Sardegna (Pears)” – non potendosi considerare tale il documento approvato frettolosamente negli ultimi giorni del suo mandato dalla giunta Cappellacci – per cui, continua il documento dei sindaci – a causa di questa mancanza di governance del territorio, la richiesta e l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da cosiddette fonti rinnovabili ha assunto in Sardegna i connotati di una vera e propria emergenza».

Per tutti questi motivi, i firmatari del documento chiedono alla Regione «un incontro

per proporre una moratoria su tutte le richieste in itinere di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e non rinnovabili giacenti presso gli uffici della Regione Sardegna, sino all’approvazione definitiva di un nuovo e condiviso piano energetico e ambientale».

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