Nulvi, sui dissuasori installati al Corso piovono critiche

NULVI. Non piacciono proprio a nessuno i grossi dissuasori collocati nei giorni scorsi lungo il corso Vittorio Emanuele, la via principale del paese, in uno dei punti più critici dal punto di vista...

NULVI. Non piacciono proprio a nessuno i grossi dissuasori collocati nei giorni scorsi lungo il corso Vittorio Emanuele, la via principale del paese, in uno dei punti più critici dal punto di vista del traffico veicolare. A dire il vero la loro installazione è stata da molti salutata positivamente perché quel tratto di marciapiede era perennemente occupato dai veicoli in sosta che di fatto impedivano la regolare circolazione dei pedoni e qualcosa bisognava pur fare. Ma a non piacere è soprattutto la scelta dei dissuasori, i cosiddetti “panettoni”, peraltro dipinti di un giallo intenso, che in effetti si adatterebbero meglio ad un’area industriale trafficata soprattutto da grossi mezzi di trasporto e non certo ad un centro storico.

A lamentarsi di questa ingombrante presenza sono soprattutto i commercianti le cui attività si affacciano su quel tratto del corso, che si sentono in qualche modo penalizzati. «La possibilità di salire con una ruota sul marciapiede in effetti consentiva delle soste veloci per acquisti altrettanto veloci - spiegano i negozianti - ma ora fermarsi in quel tratto significa occupare mezza carreggiata e intasare il traffico, per cui si preferisce andare a comprare altrove. Inoltre il marciapiede basso consentiva ai mezzi pesanti che incrociavano altri mezzi pesanti di recuperare i centimetri necessari per non rimanere bloccati. Ora invece questa situazione si sta verificando più frequentemente».

Il Comune da parte sua giustifica il posizionamento dei dissuasori come conseguenza «di alcuni reiterati comportamenti, divenuti prassi, legati alla pratica del parcheggio selvaggio imputabili all'intera cittadinanza, compresi gli stessi amministratori - si legge in una nota - mentre la scelta di quel particolare modello di dissuasore è stata compiuta nel rispetto degli stessi cittadini e delle finanze di cui dispone il Comune in prospettiva risparmio. E questo, occorre

ricordarlo, non nell'interesse del Comune ma degli stessi abitanti, in un periodo di particolare crisi e contingentamento di risorse».

Insomma bisognerà attendere che con il sole e la pioggia, il giallo stinga un po’ e magari il “pugno nell’occhio” sarà meno doloroso.

Mauro Tedde

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