I volontari del 118: «No al Car tracker, non è necessario»

Trentuno delle 33 associazioni rifiutano il piano della Asl «I pagamenti vanno fatti come prevede la convenzione»

OZIERI. È stata frutto di attente valutazioni la scelta compiuta da 31 delle 33 associazioni di volontariato 118 dell’Asl 1 di non aderire al Car tracker: programma che prevede l’installazione sui mezzi di soccorso di un sistema di tracciamento dei percorsi. Dopo la notizia della firma dell’accordo da parte della Croce Ottagona di Ozieri e della Croce Bianca di Laerru, tutte le altre associazioni che collaborano con la Asl spiegano le ragioni che le hanno portate a rifiutare «categoricamente» il piano che riguarda il territorio di competenza dell’Azienda sanitaria locale.

In una nota, il presidente delle “Cooperative Riunite Emergenza” Francesco Ladinetti e il coordinatore delle associazioni di volontariato che operano nel servizio 118 Giovanni Mura, «ritengono tale proposta un abuso ed una difformità rispetto a quanto contenuto nella convenzione regionale che, si ricorda, viene stipulata con la Regione Sardegna e non con le singole Asl e come tale non può essere messa in discussione soprattutto nei termini di pagamento da iniziative estemporanee dei direttori generali». In pratica le 31 associazioni non sono convinte che il Car tracker abbia effettiva utilità pratica, sostengono sia troppo costoso e inoltre affermano di aver rifiutato l’adesione perché si sono sentite quasi “forzate nella scelta”. «Non è vero - si legge nella nota - che se ne ha un’utilità pratica, in quanto tutti gli interventi entro un raggio di 25 chilometri (ovvero circa il 90 per cento di quelli fatti ogni mese) vengono rimborsati con una tariffa fissa. Siamo sicuri che poche decine di euro giustifichino la spesa di centinaia di euro per installare sulle ambulanze i sistemi di controllo?» «Inoltre - dicono le 31 associazioni - non è vero che il controllo contabile agevolerebbe e renderebbe più veloci i pagamenti, in quanto la Asl deve obbligatoriamente pagare nei termini previsti dalla convenzione e pagare allo stesso modo e nello stesso tempo tutte le associazioni che hanno presentato fattura: cosa che da anni non avviene (e della quale presto la Asl sarà chiamata a rispondere legalmente) e che adesso si cerca di aggirare convincendo le cooperative a installare il Car traker con la promessa di pagamenti più

celeri. Come può l’assessore regionale alla Sanità consentire a una Asl di stravolgere gli accordi convenzionali con la minaccia di non pagare nei tempi stabiliti se non si dovesse siglare il protocollo? Se non si porrà fine a queste azioni - concludono - proclameremo lo stato d’agitazione».

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