E.On, sit-in dei lavoratori sotto il cartello che “cancella” la società

Termocentrale, nuova protesta contro i 70 prossimi licenziamenti. Sparita la scritta con nome della multinazionale tedesca

SASSARI. Nuovo sit in di protesta dei lavoratori E.On all'ingresso della termocentrale di Fiume Santo. Con una novità: dal cartello che indica l'ingresso degli impianti è sparita proprio la scritta "E.On".

Forse una speranza, forse un auspicio dei lavoratori che protestano per gli annunciati licenziamenti (70) e per la mancata costruzione del nuovo gruppi di produzione da 410 megawatt.

Una vertenza che ormai va avanti da più di due anni e che, secondo le organizzazioni sindacali ma anche istituzioni locali e Regione Sardegna, si può risolvere solo con la cessione della termo centrale a un altro soggetto industriale disposto a rispettare l'accordo di programma sottoscritto a suo

tempo dal presidente della giunta regionale Renato Soru e dalla multinazionale spagnola Endesa, accordo fatto proprio anche dai tedeschi di E.On che però hanno deciso di non investire più i settecento milioni di euro (in origine erano cinquecento) nella costruzione del quinto gruppo a carbone.

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