Torna l’eroina, sette casi di overdose in pochi giorni

Ieri pomeriggio un’altra vita salvata a Porto Torres. Gli investigatori temono che stia circolando una partita tagliata male

SASSARI. Prima due morti a Sassari, poi un altro a Porto Torres. E in pochi giorni sette casi di persone salvate all’ultimo momento dal decesso per overdose di eroina. Provvidenziale l’intervento del medico del 118 e degli operatori che sono riusciti somministrare il farmaco che annulla gli effetti della droga e a praticare il massaggio cardiaco prima che fosse troppo tardi. L’ultimo episodio ieri pomeriggio a Porto Torres, anche stavolta è andata bene. Ma c’è grande preoccupazione e le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per cercare di capire cosa c’è dietro la nuova ondata di emergenze per droga.

Che droga è? Gli investigatori non credono all’eroina pura messa in commercio dagli spacciatori. «Nessuno lo fa, perché non rinunciano al massimo guadagno. É un pensiero che neppure gli passa per la testa, anche se in passato è capitato che qualche dose mirata sia stata venduta. Più probabile che si tratti del problema opposto: cioè che la droga sia stata tagliata con sostanze che, in alcuni casi, possono risultare letali».

Esami tossicologici. I primi risultati degli esami tossicologici eseguti su alcuni reperti prelevati dalla Scientifica si conosceranno solo nei prossimi giorni, anche se alcuni test eseguiti in tempo reale avrebbero fatto emergere la presenza di sostanze “strane” nei residui delle dosi dello stupefacente.

Partita sporca. C’è eroina “sporca” in giro. La convinzione sta prendendo corpo ormai da diversi giorni. Roba tagliata con sostanze delle quali non sono stati tenuti in considerazione gli effetti. «Succede, ogni tanto – ha spiegato ieri uno degli investigatori che da anni combatte contro gli spacciatori – che gente senza scrupoli pur di guadagnare 100 euro in più utilizzi sostanze da taglio che risultano particolarmente nocive per l’organismo dei consumatori, specie se è segnato e indebolito da un periodo più o meno lungo di tossicodipendenza».

Fascicolo unico. Non è improbabile che tutti i casi dell’ultimo periodo vengano riuniti in un solo fascicolo, soprattutto se dovessero emergere dalle indagini e dalle analisi degli elementi in comune. In questo modo gli accertamenti potrebbero procedere in maniera spedita e fornire un quadro complessivo del nuovo fenomeno che sta destando forti preoccupazioni.

Doppio fronte. Ci sono due fronti ai quali stanno guardando gli investigatori. Il primo riguarda i consumatori “di ritorno”: quelli che hanno cominciato tanti anni fa con l’eroina e che hanno avuto un rapporto con la droga che non si è mai risolto. Solo intervallato dal passaggio in carcere per reati legati proprio al consumo di eroina. Tra le vittime, purtroppo, ci sono quarantenni e cinquantenni che sembravano ormai lontani dal problema. E alla prima occasione hanno pagato con la vita. Il secondo è ancora più preoccupante e fotografa un piccolo esercito di giovanissimi che stanno andando incontro all’eroina in una situazione di indifferenza e sottovalutazione generale. In alcuni casi di overdose recenti, c’è anche questo campanello d’allarme.

Il ritorno dell’eroina. È tornata di moda tra i giovanissimi, con uno sconfinamento allarmante tra i minorenni. L’hanno battezzata “la droga della crisi”. Cambia pelle, insomma, l’eroina che si sta riprendendo lo spazio sul mercato. É come se in tutti questi anni fosse rimasta nascosta chissà dove. C’è un ritorno prepotente di questa sostanza sulle piazze. Tra le valutazioni, anche quella che la condizione sia favorita dalla crisi economica che produce disperazione e genera

nuove debolezze.

La paura. L’incontro tra vecchie e nuove droghe fa paura. Si teme che possano riaffacciarsi drammaticamente anni che sembravano dimenticati. I segnali purtroppo ci sono tutti. E la guardia era stata abbassata.

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