Melissa fa pignorare 30mila euro alla Uil

Prosegue la guerra legale fra l’ex segretario provinciale del sindacato e la nuova dirigenza

SASSARI. La guerra legale fra la Uil e l’ex segretario provinciale di Sassari, Arnaldo Melissa, scrive due nuovi capitoli: i conti correnti della Uil provinciale di Sassari sono stati pignorati per un debito di 30 mila euro che la Camera sindacale ha nei confronti di Melissa, e contemporaneamente l’ex segretario ha presentato una querela in questura contro il centro di assistenza fiscale della Uil sassarese (il Caf Uil Sassari srl, ora in liquidazione) accusando la società e il suo legale rappresentante di «mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice».

I due fatti derivano da due diverse sentenze del tribunale di Sassari con cui i giudici hanno chiuso, pronunciandosi a favore di Melissa, altrettante cause fra la Uil e l’ex segretario di Sassari. La prima sentenza, quella in base alla quale sono stati pignorati due conti correnti della Camera sindacale provinciale, è del 24 ottobre 2013, e ha visto riconoscere definitivamente ad Arnaldo Melissa un credito di 44 mila euro (di cui 24 mila già pagati con un primo pignoramento andato a buon fine) come rimborso forfettario per il lavoro svolto come segretario della Uil di Sassari fino al 2008. Una carica ricoperta da Melissa per 15 anni, sino al commissariamento dell’Unione sindacale sassarese, avvenuto nel marzo 2010 al termine di una lunga serie di conflitti interni scoppiati fra lo stesso Melissa e il segretario regionale Francesca Ticca (tuttora alla guida del sindacato sardo). Per l’attività sindacale svolta da condottiero, a Melissa era dovuto un rimborso forfettario di 500 euro al mese, in base alle delibere e ai bilanci approvati in maniera collegiale dall’associazione. Contro quel credito vantato da Arnaldo Melissa (assistito dall’avvocato Graziella Meloni) ha cercato di opporsi la Uil provinciale. Un’opposizione bocciata dal giudice Silvio Lampus, che nella sentenza ha spiegato: «La deliberazione assunta dalla segreteria confederale il 10 gennaio 2006, indica il rimborso forfettario di 500 euro mensili spettante (fra gli altri) al proprio segretario provinciale». E ancora, «tale deliberazione, ovviamente ben nota all’associazione sindacale, perché custodita fra i propri atti, è stata ratificata dal comitato direttivo , e i crediti sono stati poi regolarmente iscritti nei bilanci, anch’essi tutti pubblici e approvati, e oggetto di ratifica da parte del collegio dei revisori». Bilanci che vengono poi sottoposti a ulteriori verifiche in sede tanto regionale quanto nazionale». In seguito a questa sentenza alla Uil di Sassari è stato notificato l’atto di precetto con cui si chiedeva il pagamento del credito residuo, circa 22 mila euro, più le spese e interessi legali, per un totale di 29 mila euro. All’atto di precetto è seguito il pignoramento del conto corrente dell’associazione provinciale, che a sua volta ha presentato istanza di conversione del pignoramento, per ottenere il pagamento dilazionato del debito. La querela presentata in questura da Melissa si riferisce a un’altra causa vinta dall’ex segretario contro la sua ex associazione. Una causa con cui i giudici hanno dichiarato nulla la delibera

con cui il sindacato aveva sciolto il Cda del Caf Uil Sassari srl, di cui faceva parte Melissa, e proprio il Caf era stato condannato a pagare le spese legali. Sentenza non rispettata che ha spinto Melissa a rivolgersi alla questura, coinvolgendo nella vicenda anche la Uil provinciale.

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