Nuraghe Nieddu “liberato” dalla Sindyal

Dismessa l’area attorno al complesso megalitico che sarà disponibile per Monumenti Aperti

PORTO TORRES. Il nuraghe Nieddu, per decenni monumento vedetta all’interno del petrolchimico, è stato restituito ieri mattina al comune e alla città con un’area di otto ettari che confinano con un vecchio monastero gesuita e l'area serbatoi. Un sito di importante valore storico quello riconsegnato dalla Syndial all’amministrazione guidata dal sindaco Beniamino Scarpa, suggellata dalla firma dell’ingegnere Gianluca D’Aquila (Program manager di Sindyal per l’isola) e del dirigente dell’Ufficio tecnico Claudio Vinci. Il nuraghe Nieddu è stato una delle attrazioni della scorsa edizione di Monumenti Aperti, e sarà riproposta anche nel prossimo fine settimana possibilmente liberato dalla vegetazione per consentire l'accesso alle camere interne e alla scala elicoidale che conduce ai piani superiori. «Il monumento faceva parte di un sistema di controllo della Nurra nel periodo del Bronzo – ha ricordato la responsabile locale della Soprintendenza ai Beni archeologici Gabriella Gasperetti –, ed è fondamentale per il vincolo archeologico che rappresenta lo strumento di base per la sua conservazione e fruizione: il nostro compito è mirato a un processo di recupero e valorizzazione». Una spiegazione tecnica sul nuraghe monotorre l’ha data l’archeologa Maria Antonietta Padeu. Nell’area del monumento sono stati rinvenuti anche frammenti di ceramica e pezzi di anfore, scoperte interessanti che meritano studi e ricerche approfondite ora che il nuraghe è ritornato a disposizione della comunità. Nel corso della cerimonia di consegna si è fatto pure un focus sulle bonifiche ambientali, con alcune novità relative alla conferenza di servizi svolta l’altro ieri al ministero dell’Ambiente. «Il ministero ha assicurato che è stato emanato a fine aprile il decreto che riguarda i moduli di bonifica dei suoli e sarà emanato a breve il decreto della variante del Taf – ha detto l’assessore all’Ambiente Gavino Gaspa –, mentre c’è un impedimento che riguarda il decreto sulle

Palte fosfatiche a causa di inadempienza da parte dell’Ispra (organo tecnico del ministero) sin dal 2011». C’è anche un verbale del ministero in cui a Syndial, entro 60 giorni da lunedì scorso, deve avviare i percorsi di bonifica della “collina dei veleni” di Minciaredda.

Gavino Masia

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