Porto Torres: collina dei veleni, 60 giorni per bonificare

Il ministero dell’Ambiente imprime un cambio di passo per il disinquinamento del polo petrolchimico, fra le prescrizioni urgenti l'intervento sulla discarica di Minciaredda

SASSARI. Il ministero dell’Ambiente ha deciso di intervenire per cercare di cambiare l’andamento lento dei progetti di bonifica nella zona industriale di Porto Torres. La conferma dalle conclusioni della Conferenza di servizi che si è svolta il 26 maggio a Roma (i verbali sono già stati pubblicati sul sito del Ministero). E il primo segnale riguarda la cosiddetta “collina di veleni” di Minciaredda: è stata inserita una prescrizione che impone a Syndial - quindi all’Eni - di dare inizio ai lavori di ripristino dello stato dei luoghi, entro 60 giorni dalla notifica del verbale. Ora, considerato che la documentazione è già pubblica sul sito ministeriale, è evidente che c’è stata anche la notifica alle parti interessate.

Il provvedimento pone fine a una serie di incertezze che - di fatto - hanno allungato incredibilmente i tempi della fase progettuale e di indagine per il risanamento di Minciaredda. Si tratta dell’area più complessa, circa 27 ettari nel settore B del Petrolchimico, dove il conferimento dei rifiuti - secondo quanto emerge dai verbali della conferenza di servizi - sarebbe continuato fino al 2003, quando vi è stato il censimento vero e proprio della discarica industriale. L’ipotesi di intervento è di circa 120 milioni di euro: la Syndial ha attivato un concorso di idee, 12 le proposte pervenute, poi ridotte a 6 e ora a 3 (di cui solo due, a quanto pare, percorribili, perchè la “tombatura” della discarica con una colata di cemento è stata esclusa). Il percorso tecnico-amministrativo doveva essere concluso entro il mese di dicembre 2013, invece i tempi - come per tutte le questioni relative alle bonifiche nel Sito di interesse nazionale - si sono allungati con giustificazioni non sempre credibili.

La prescrizione del ministero dell’Ambiente, ora pone un limite a ulteriori rinvii: 60 giorni di tempo per dare corso ai lavori, significa che la scadenza potrebbe essere ai primi di agosto. Si cade in piena estate, ma a questo punto è giusto dire che la lunga attesa è finita. Perché la situazione è grave e non è più possibile tergiversare con scusanti di carattere tecnico, anche perché i piezometri ubicati esternamente all’area di Minciaredda - a ovest del confine occidentale dell’area - hanno mostrato livelli elevati di contaminazione di sostanze cancerogene e non. Un segnale che la barriera idraulica per le acque di falda «non è stata in grado di contenere la migrazione degli inquinanti verso falde più esterne all’area di Minciaredda». Bisogna fare presto, dunque. «Il ministero dell’Ambiente ha accolto le nostre preoccupazioni – ha detto l’assessore comunale all’Ambiente Gavino Gaspa, che ha partecipato alla conferenza di servizi – e ha recepito l’importanza delle bonifiche in un territorio caratterizzato da una grave sofferenza che condiziona anche gli eventuali sviluppi futuri».

Per cercare di evitare ulteriori cali di attenzione, è stata anche valutata la possibilità di creare una task-force (con tutti gli enti interessati) che possa seguire l’evoluzione del progetto sino alla sua conclusione. Oltre alla discarica di Minciaredda, sono state affrontate anche altre due questioni con bollino rosso per il territorio: il trattamento delle acque di falda e lo smaltimento di peci fenoliche e palte fosfatiche. Nel primo caso sarebbe ormai imminente il decreto per autorizzare la variante (con il coinvolgimento del depuratore dell’Asi) per il trattamento delle acque di falda. Così pure per la

rimozione e smaltimento delle peci fenoliche. Sulle palte fostatiche, invece, sarebbe emerso un ritardo da parte dell’Ispra per la trasmissione del proprio parere, tanto che si sta pensando di ovviare chiedendo al Prefetto di Sassari di agire con i poteri sostitutivi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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