Sanna:  «La giunta è pronta». Ma nella notte salta tutto

Il neo sindaco di Sassari alle prese con le ragioni della politica congela la lista a tarda ora

SASSARI. Un’accelerazione di troppo, che forse stava per farlo finire fuori strada. E così Nicola Sanna ieri sera si è dovuto fermare ai box. E, con i nove nomi della giunta già scritti in un foglietto dal primo pomeriggio, ha dovuto bloccare le macchine e congelare tutto fino a questa mattina. Quando le «tre o quattro caselle – fanno sapere dallo staff del primo cittadino – che ancora devono trovare giusta collocazione saranno definite con certezza». Insomma, al netto del politichese d’ordinanza, qualcosa non è andato per il verso giusto. E la lista dei nove è stata rimandata al mittente per qualche aggiustamento. Difficile capire da dove arrivino i problemi, visto che l’elenco degli assessori che Nicola Sanna ha ufficiosamente annunciato di avere pronti proprio mentre la Dinamo espugnava per l’ennesima volta il Forum di Assago allungando la serie playoff a gara sei, non mancano di qualche sorpresa, e di una certa dose di coraggio politico. Nomi a cui Sanna è arrivato tirando a bordo la rete della tre giorni di consultazioni, con tanto di tappa a Cagliari per un consulto con i consiglieri regionali, e che sembravano fino a pochi minuti prima di mezzanotte quelli definitivi.

Vediamoli, pur in assenza delle rispettive deleghe, che non sono state comunicate: nove assessori dunque, cinque targati Pd, quattro donne. Alcune attese conferme ma non poche sorprese, a confermare che il primo cittadino di Sassari non ha intenzione di perdere l’abbrivio che gli hanno consegnato le urne, con una larghissima vittoria al primo turno arrivata dopo un’altrettanto importante (quanto, per molti versi, inattesa) vittoria alle primarie. E proprio dalla guerra delle primarie arrivano le nomine, praticamente scontate, di tre assessori. Tutti decisivi nella battaglia all’ultimo voto contro Angela Mameli. Si tratta di Gianni Carbini, ex assessore alle Attività produttive e rappresentante cittadino dell’area di Gavino Manca e Bruno Dettori. Poi Monica Spanedda, ex assessore all’Ambiente che, in attesa di sapere come se la caverà oggi il suo amico Mario Bruno alle comunali algheresi, si dovrebbe dunque sedere in giunta a rappresentare la storica area che fa riferimento a Progetto Sardegna e al gruppo di Tetta Duce che non è riuscita a esprimere rappresentanti in consiglio. E ancora Alessio Marras, ex ganaiano di ferro (e anche lui ex assessore nella sua ultima giunta)che Sanna ripaga per il coraggioso appoggio dato al ballottaggio, andando contro il suo movimento Ora Sì. Ma non basta. Sanna infatti, smentendo quanti pensavano che avrebbe pescato a piene mani dai consiglieri per riequilibrare un gruppo Pd a lui non favorevole, nell’elenco ufficioso sceglie un’altra strada, rimane “sotto” in aula ma blinda la squadra degli assessori con i primi tre dei non eletti tra i democratici: il carbiniano Luca Taras, la civatina Francesca Fantato e Luigi Polano, area Spanedda-Duce. E decide anche di mettere da parte la civica del suo predecessore Ora Sì (nonostante l’ottimo risultato elettorale) e di pescare dalla sua Sassari Bella dentro anche la seconda più votata Grazia Manca, aprendo le porte del consiglio a Alessandro Boiano.

Ma le sorprese non sono ancora finite. Anche tra gli alleati infatti le cose non vanno come molti si aspettavano. La prima sorpresa infatti è Marilena Paulotto, candidata per il consiglio nella corazzata Upc, che ha piazzato il decano Tonino Falchi (per il quale a questo punto si chiuderebbero, stando così le cose, le porte della tanto desiderata presidenza del consiglio comunale) e ha lasciato a casa due campioni di voti del peso di Rino Tedde e Cesco Scanu a cui Sanna avrebbe preferito però la brillante imprenditrice sassarese. Nella seconda casella di coalizione si accomoderebbe infine il consigliere nazionale e dirigente regionale delle Acli Sardegna Ottavio Sanna, segretario provinciale del partito dei Sardi di Paolo Maninchedda per il quale era candidato capolista alle scorse Regionali e che è da allora sbarcato in forze in città. Un gruppo che è arrivato fino all’ultimo metro. E che potrebbe essere confermato già questa mattina. O aggiustato in corsa. Impossibile prevedere però, toccando anche una sola casella, quali saranno gli effetti a cascata di equilibri delicati da ottenere. Tanto delicati

da non comprendere la fretta di chiudere di Nicola Sanna. Che per un’accelerazione di troppo, ieri stava per finire fuori strada. E forse avrebbe fatto meglio a godersi in santa pace l’impresa della Dinamo e lasciare passare un’altra notte prima di calare le sue carte. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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