Coros ed eccellenze: un grande cagnulari e gli altri “tesori”

Presentata la XXVII edizione della mostra mercato di Usini Il 5 e 6 luglio degustazioni, visite in cantina e un convegno

SASSARI. Saranno due giorni dedicati ai prodotti enogastronomici della regione del Coros, ma soprattutto saranno due giornate dedicate alle produzioni vitivinicole di Usini il cui fiore all’occhiello è senz’altro il “cagnulari”. Questa, in estrema sintesi, la XVII edizione di “Vini di Coros”, rassegna produttori, rassegna amatori dei vini bianchi e rossi (vermentini e cannonau), e seconda edizione della Rassegna del Cagnulari, che si terrà a Usini il 5 e il 6 luglio.

La manifestazione è stata presentata ieri mattina nell’Area Check” dell’aeroporto di Alghero dagli assessori comunali di Usini Michele Virdis e Pinuccio Fadda, dal docente del dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari Giovanni Antonio Farris e dal presidente dell’associazione culturale enogastronomica “Cibus Loci” Filippo Sussarello. Dopo il saluto del presidente della Sogeaal Carlo Luzzati, è intervenuto il professor Farris, che ha illustrato le peculiarità delle produzioni enogastronomiche del Coros, ma soprattutto ha sottolineato l’importanza di presentarsi sui mercati nazionali e internazionali proponendo non solo la qualità dei vini ma l’immagine stessa del territorio. Un “prodotto” a tutto tondo, come hanno fatto altri territori in tutto il mondo, con i quali il Coros può competere per qualità, storia e tradizioni.

Organizzata dal Comune di Usini con l’Università di Sassari e l’Agenzia regionale Laore, “Vini di Coros” punta apertamente a promuovere il territorio attraverso la valorizzazione delle sue eccellenze, a iniziare da un comparto in ascesa ormai da tanti anni, quello vitivinicolo. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale usinese, che questa manifestazione ha ideato e portato avanti in tutto questo periodo, la rassegna deve servire a favorire la commercializzazione dei prodotti d’eccellenza che il territorio di Usini, Uri, Ittiri, Tissi e Ossi è in grado di offrire, sia in ambito enologico che alimentare ed enogastronomico. Ma “Vini di Coros” deve rappresentare più complessivamente una vetrina per il territorio, per facilitare l’idea di un’offerta turistica integrata territoriale, basata sulle migliori qualità di cui il Coros dispone. Una forza che ha spinto l’organizzazione a presentare i Vini di Coros in “casa del nemico”, a due passi dalle aziende Sella & Mosca e Santa Maria La Palma. «Perché Usini è il cagnulari – è stata la spiegazione di Michele Virdis –, perché abbiamo recuperato e valorizzato un vitigno che fino a qualche anno fa serviva per le produzioni familiari o per i taglio di altri vini. Ora il cagnulari ha una sua dignità, una personalità che ne hanno fatto una realtà importante nel panorama enologico sardo e non solo sardo». La svolta, come hanno ricordato Michele Virdis e Pinuccio Fadda, quando è iniziato l’imbottigliamento del cagnulari e ora sono sette le aziende che hanno imboccato questa strada: oltre a “Billia” Cherchi, imbottigliano Galavera, Tonarighe, Pisoni, Giovanna

Chessa, Francesco Fiori e Carpante. Ma oltre alla rassegna enogastronomica e alla mostra mercato agroalimentare, il programma prevede un convegno, “Alcune linee guida tecniche ed economiche per la volorizzazione dei vini”. Tradotto: non basta far buon vino, bisogna saperlo vendere bene.

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