Pressing sulla Regione: «No ai tagli»

Con la Provincia si mobilitano sindacati e associazioni dei genitori di disabili: a rischio assistenza scolastica e posti di lavoro

SASSARI. Se la Regione non ripristinerà i trasferimenti del fondo unico alla Provincia, la bellezza di 4 milioni e 300mila euro, non sarà assicurato il diritto allo studio degli studenti disabili e dei convittori degli istituti Alberghieri di Sassari e Alghero, rischiano il posto educatori che garantiscano l’assistenza agli alunni svantaggiati e il licenziamento i 150 lavoratori della Multiss. Parte forte dal consilio provinciale la richiesta al presidente regionale Francesco Pigliaru e all’assemblea di via Roma di invertire la rotta per non gettare nel dramma lavoratori e famiglie. Finora, però, solo un preoccupante silenzio da parte della Regione mentre il tempo stringe: l’amministrazione di piazza d’Italia deve approvare il bilancio entro la fine del mese e se non ci sarà una retromarcia sui tagli allora si dovrà usare la scure e ridurre i servizi finora assicurati, con effetti devastanti. Questa la situazione che anche i sindacati e le associazioni di genitori degli studenti disabili hanno stigmatizzato ieri nel corso dell’incontro davanti alle commissioni bilancio e sanità, presiedute da Paolo Bussu e Mario Pala. «Siamo pronti a fare fronte comune con la Provincia e i sindacati per garantire il diritto allo studio dei nostri figli – ha detto Giovanna Tuffu, responsabile dell’Angsa Sassari Onlus (l’associazione dei genitori di soggetti autistici) che con l’Anpa era presente alla riunione insieme ad altri genitori. Amareggiato il commento di uno di loro: «Da cinque anni ormai, stiamo assistendo a una progressiva riduzione degli stanziamenti all’assistenza scolastica ai disabili. Quando finirà questa politica discriminatoria?». Rabbia è stata espressa anche da Paolo Dettori, della Cgil Funzione pubblica, sindacato che rappresenta la stragrande maggioranza dei lavoratori delle cooperative di assistenza e di trasporto dei disabili. «Questa vertenza deve diventare confederale, coinvolgeremo le altre sigle e chiederemo formalmente alla Regione un intervento risolutivo. Da loro siamo in attesa di risposte, e sono sorpreso anche dall’atteggiamento dell’assessore Claudia Firino alla quale ci eravamo rivolti senza però alcun ritorno».

Il consiglio provinciale intanto lunedì discuterà in aula un ordine del giorno unitario che verrà spedito a Cagliari affinchè vengano reintegrati alla Provincia gli oltre quattro milioni decurtati dal fondo unico con la finanziaria 2014. Sono 126 i ragazzi assistiti dalla Provincia, 71 quelli che godono di un trasporto personalizzato dai 19 Comuni del territorio e che potrebbero perdere un

servizio indispensabile. E poi ci sono i 50 convittori, quindi studenti fuori sede, dell’Alberghiero cittadino e i 130 dello stesso istituto algherese che se i convitti dovessero chiudere non potrebbero nè iniziare nè continuare gli studi. Un effetto domino che a Cagliari dovrebbero prevedere.

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