Rapina a S. Orsola, preso il quarto uomo

Davide Idda arrestato dalla squadra mobile a Quartu Sant’Elena. Identificato grazie alle immagini delle telecamere

SASSARI. Il più giovane l’hanno preso per ultimo dopo averlo cercato per mezza Sardegna. Davide Idda, 23 anni tra un mese, originario di Tempio Pausania, senza fissa dimora, è il quarto componente della banda che la notte del 22 febbraio aveva aggredito e rapinato il commerciante sassarese Giuseppe Mura.

Gli investigatori della squadra mobile della questura l’hanno intercettato a Quartu Sant’Elena (grazie anche alla collaborazione dei colleghi della Mobile di Cagliari). Quando è stato bloccato girava da solo e si era appena fermato davanti a un supermercato. In pochi mesi, dunque, gli investigatori della questura sassarese, guidati dal dirigente Bibiana Pala, hanno identificato e arrestato tutti i presunti autori della brutale rapina ai danni del commerciante, che aveva fruttato un bottino di 3110 euro.

Nei giorni scorsi erano finiti in carcere Giovanni Sanna “Fracassu”, 49 anni di Macomer, già finito nell’inchiesta-bis per il sequestro di Titti Pinna (proprio seguendo le sue mosse e ascoltando alcune conversazioni telefoniche, e altre captate dalle ambientali nel suo ovile, avevano trovato riscontri importanti per individuare gli autori della rapina a Sassari); Costantino Loi, 26, di Ghilarza ma residente a Macomer; Domenico Soro, 33, nato a Ozieri e residente ad Ardara.

L’ultimo arresto. Davide Idda era riuscito a fare perdere le sue tracce solo per caso, per quel suo modo di spostarsi in continuazione e in maniera imprevedibile da una parte dall’altra dell’isola. Gli agenti della Mobile non avevano un indirizzo certo e non è stato facile rintracciarlo. Da lunedì sera anche il più giovane componente della banda è rinchiuso nel carcere di Bancali. Ad arrestarlo sono stati gli investigatori della IV sezione Antirapine insieme ai colleghi di Cagliari.

Telecamere. Anche Davide Idda è stato identificato grazie alle immagini di una telecamera del sistema di videosorveglianza presente nell’abitazione della vittima. Durante il passaggio, nella prima fase della fuga, Davide Idda viene ripreso mentre parla concitatamente con Giovanni Sanna, e compie un movimento con le braccia, come per indicare il modo in cui si esegue un nodo. Dopo la colluttazione con Giuseppe Mura, i banditi avevano cercato in effetti di legarlo per immobilizzarlo e ritardare l’allarme.

Sparalo. Determinati e pronti a tutto. Di fronte alla reazione inaspettata di Giuseppe Mura, uno dei banditi aveva urlato al complice: «Sparalo, sparalo...». E quando la banda si era ricomposta nell’ovile di Giovanni Sanna “Fracassu”, Costantino Loi si era lamentato di non essere stato aiutato in maniera adeguata dal complice durante la colluttazione.

Il morso. Giuseppe Mura aveva reagito e uno dei rapinatori era stato morso al dito di una mano: la ferita (documentata fotograficamente) compatibile con quell’azione era stata rilevata (non ancora completamente cicatrizzata) alla mano di Costantino Loi.

Tracce ematiche erano state trovate nell’auto del commerciante.

Il bandito era l’unico ad avere il volto parzialmente coperto dal cappuccio di una felpa, la notte della rapina. Gli altri tre avevano agito a viso scoperto.

Il buio. Per giustificare il ritardo nella reazione a sostegno del complice, Giovanni Sanna aveva detto di essere stato ostacolato dal buio. «Quando non lo vedi Costantì...che fai? Invece di tagliare a lui tagli a te...quando non vedi non vedi... se lo vedi lo puoi fare...».

Il bottino. La rapina aveva fruttato 3110 euro, anche se i malviventi speravano in qualcosa di più: «...i soldi ci saranno sicuramente perché è sabato e la gente fa la spesa...».

Due giorni dopo il fatto, Giovanni Sanna aveva effettuato diversi tentativi di chiamata a Domenico Soro che - secondo alcune risultanze investigative - aveva la refurtiva.

I primi tre arrestati sono già stati interrogati in carcere e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nessuno ha aperto bocca

davanti al gip.

Ora è rinchiuso nel carcere di Bancali anche presunto il quarto uomo. I prossimi giorni anche lui comparirà davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Sassari che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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