Riconosciuta la responsabilità prevalente del conducente del mezzo di soccorso

SASSARI. Un lungo corteo di motorini nei quartieri popolari di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa. Così gli amici di Massimiliano Valluzzi avevano voluto accompagnarlo nell’ultimo viaggio. Fiori...

SASSARI. Un lungo corteo di motorini nei quartieri popolari di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa. Così gli amici di Massimiliano Valluzzi avevano voluto accompagnarlo nell’ultimo viaggio.

Fiori bianchi e tanta commozione, il traffico si era fermato per consentire il passaggio del corteo. Un silenzio rispettoso per quel ragazzo che aveva appena compiuto 18 anni e che sognava di indossare la divisa da poliziotto, la stessa che portava suo padre.

Una tragedia vissuta direttamente anche dai vigili del fuoco, per quell’incidente costato la vita di un ragazzo proprio mentre l’autobotte correva con sirena e lampeggianti in funzione per andare a prestare soccorso a delle persone in difficoltà. Allora l’accertamento delle responsabilità era passato in secondo piano, il Corpo dei vigili del fuoco si era stretto attorno ai familiari della giovane vittima. Sempre presenti, i vigili del fuoco, anche nella camera mortuaria dell’ospedale, e poi ai funerali.

Ma su quello scontro, per certi versi inspiegabile, era rimasta un’ombra. E quello dei familiari di Massimiliano Valluzzi è stato un impegno assunto per il loro ragazzo, non per cercare colpevoli ma per affermare il principio della verità. Quella terribile notte, con un po’ di attenzione in più da entrambe le parti

la tragedia forse si poteva evitare. E il Tribunale ha stabilito una cosa fondamentale: i conducenti di autoveicoli in servizio di emergenza sono in genere esonerati dall’osservanza di obblighi e divieti inerenti la circolazione, «ma non dal dovere di rispettare le norme di comune prudenza».

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