Assistenza Nulvi, paga il Comune

In attesa dei fondi dalla Regione, nessuno stop ai progetti “Ritornare a casa” per disabili

NULVI. In seguito alle ultime disposizioni della Regione, i progetti “Ritornare a casa”, mirati alla realizzazione di piani personalizzati dedicati a persone con grave e particolare situazione di salute e volti a garantire un adeguato livello di assistenza domiciliare, saranno sostenuti da fondi del bilancio comunale. La Regione in pratica ha approvato i progetti presentati dai Comuni ma, in attesa di un prossimo e non ben precisato trasferimento di risorse, ha chiesto ai comuni stessi di anticipare le somme necessarie all'organizzazione e al mantenimento del servizio.

Nello specifico il Comune di Nulvi ha accolto con entusiasmo l'opportunità ed ha già posto in essere svariati progetti nel corso dell’anno.

L'importo complessivo del singolo progetto (che ha la durata di 12 mesi) è di 20 mila euro (16 mila a carico della Regione e 4 mila a carico del Comune).

«Nonostante le contingenze, la scarsa disponibilità di fondi e la crisi imperante - ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Barbara Nardecchia - l'amministrazione comunale ha ancora una volta reagito, nel pieno interesse della popolazione, ad una situazione difficile anticipando la quota relativa al finanziamento e cofinanziamento attingendo a fondi del bilancio comunale». Da parte delle famiglie si era creato un clima di attesa e di ansia, visto che senza finanziamento, l’assistenza domiciliare a malati gravi rischiava un’interuzione. «Il Comune ha provveduto ad informare gli utenti e le famiglie interessate che, a prescindere dal ritardo nell'erogazione dei fondi regionali, anticiperà tutto il necessario in modo da non interrompere un importante servizio per la comunità – afferma l’assessore –. Questo perché puntiamo a garantire

un alto livello di attenzione ai problemi della popolazione, soprattutto delle fasce più deboli e pensiamo che sia giusto che i cittadini siano a conoscenza di una situazione che pur in un periodo di crisi vede il Comune in prima linea a difesa e sostegno dei diritti primari dei suoi abitanti».

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