Appalti, una centrale unica per l’Unione dei Comuni

Il presidente Deiosso: «Il servizio garantisce trasparenza e maggiore celerità» Oltre ad Ozieri hanno già aderito alla gestione Pattada, Nughedu e Mores

OZIERI. E’ già in attività la Centrale unica degli appalti costituita dall’Unione dei Comuni del Logudoro, che da un mese circa gestisce in forma associata l’acquisizione di lavori, beni e servizi dei Comuni dell’ente. Per il momento hanno approvato l’adesione formale i consigli comunali di Ozieri, Pattada, Nughedu San Nicolò e Mores, mentre si attende ancora l’adesione degli altri tre comuni: Ardara, Ittireddu e Tula. Ciò nonostante si è deciso di avviare ugualmente la gestione, provvedendo a incaricare il personale dell’ufficio che dovrà gestire le procedure di appalto e definendo l’accreditamento all’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti gestito dalla Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici.

«Crediamo sia stato importante avviare un servizio che è stato demandato alle Unioni dei Comuni – ha commentato il presidente Ucl e sindaco di Pattada Mario Deiosso – perché possa nascere un nuovo sistema degli appalti pubblici ispirato alla trasparenza, alla regolarità e all’economicità di gestione. Il decreto sulla competitività dal Governo Renzi (il numero 66 del 24 aprile scorso, ndr) – aggiunge Deiosso – obbliga infatti tutti i Comuni, esclusi solo i capoluoghi di Provincia, ad affidare lavori, forniture e servizi tramite le Unioni dei Comuni. L’intento è quello di mettere un freno alla grande confusione normativa e organizzativa che regna in Italia sul sistema degli appalti, dove sono attive 30 mila stazioni appaltanti: un numero nettamente spropositato rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea». Sull’obbligo imposto dal decreto di attivare le centrali appalti uniche dal primo luglio incombe comunque una possibile proroga, conseguente all’accordo sottoscritto dal Governo con l’Anci in sede di conferenza Stato-Città. Un accordo nato dalla presa d’atto che moltissime amministrazioni comunali non avevano ancora sottoscritto convenzioni per la gestione aggregata e quindi non potevano chiedere l’indispensabile Codice Identificativo di Gara (Cig) all’Autorità di vigilanza sui Contratti pubblici, confluita nell’Autorità Nazionale Anticorruzione. «Possiamo dire che noi siamo già in regola con la normativa in vigore – spiega ancora Deiosso – e crediamo che la centrale associata per gli appalti possa garantire ai nostri comuni un servizio professionalmente competente che può favorire maggiore celerità nell’avvio delle opere pubbliche, nel pieno

rispetto delle norme». Il modello attuativo del servizio prevede il coinvolgimento dei tecnici dei vari Comuni, chiamati a valutare congiuntamente tutte le fasi dell’iter dell’appalto, divenuto sempre più complesso. Saranno poi le singole amministrazioni a seguire l’esecuzione dei lavori.

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