fiume santo

E.On, da domani i nomi dei possibili acquirenti

Dopo Edison è spuntata una municipalizzata di Shangai pronta a costruire il quinto gruppo

SASSARI. Domani scadono i termini per la presentazione delle “manifestazioni di interesse” all’acquisto centrali elettriche di proprietà di E.On Italia. Alla fine di agosto si aprirà la procedura di vendita con la valutazione delle offerte presentate mentre occorrerà un altro mese per la presentazione delle offerte di acquisto, stavolta vincolanti, delle diverse multinazionali interessate ad acquisire realmente il patrimonio (intero o spacchettato) costituito dalle centrali finora di proprietà di E.On. Questo significa che entro la fine dell’anno si conoscerà il nome del nuovo proprietario della termocentrale di Fiume Santo. I soggetti interessati all’acquisto sono sempre gli stessi o quasi, anche se c’è chi punta all’intero pacchetto, chi invece ai singoli impianti. «Indiscrezioni sindacali che giungono dall’orizzonte delle multinazionali e multi utilities del settore elettrico, confermano la volontà di acquisto di Edison, interessata anche a Fiume Santo, ma che avrebbe qualche problema a mettere in piedi l’investimento per la costruzione del quinto gruppo – spiega Franco Peana, coordinatore del settore elettrico della Uiltec –. Enel pare invece interessata alla parte idroelettrica di proprietà E.On, in particolare a Terni. Una nuova volontà di acquisto che diventa sempre più prepotente e incalzante nelle ultime settimane, è quella riguardante una municipalizzata di Shangai, teoricamente interessata anche all’investimento sulla costruzione a Fiume Santo». Un investimento importante, oltre i 600 milioni di euro, che darebbero lavoro a un migliaio di persone per tre o quattro anni mentre, senza dimenticare poi la demolizione dei gruppi 1 e 2 e la “messa a punto” dei gruppi 3 e 4, unità ormai avviate alla decadenza industriale. Resta invece da sciogliere il “nodo bonifiche”, che finora E.On ha accuratamente evitato di affrontare. E, secondo la Uiltec, non è neppure certo che alla fine la centrale di Fiume Santo debba passare di mano. Per le organizzazioni sindacali sarebbe una vera e propria iattura, visto il rapido deteriorarsi dei rapporti con i vertici (italiani) della multinazionale tedesca. Che, a partire dalla sede romana, sembra siano pronti a sbaraccare del tutto. «Come Uiltec riteniamo che sia in ogni caso positivo che vi siano manifestazione di interesse, ma ci auguriamo non siano eguali a quelle messe in atto in questi anni da E.On, ovvero mungere al massimo e mandare al tracollo gli impianti – sottolinea ancora Franco Peana – Non abbiamo nulla in

contrario sulla provenienza o sull’etichetta, al contrario è fondamentale che si facciano gli investimenti, che porti tecnologia in questo territorio, si garantisca l’occupazione, che si osservino le leggi, si rispetti l’ambiente, altrimenti meglio che si astengano i perditempo». (p.s.)

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