Incendi e frane, 10 Comuni senza piano

Secondo la Protezione civile regionale nel Sassarese ora si è più attrezzati per fronteggiare i casi di emergenza

SASSARI. Crescono i comuni del Sassarese dotati del Piano di emergenza comunale per il rischio idrogeologico e da incendi. La Protezione civile regionale nei giorni scorsi ha aggiornato gli elenchi che fotografano la situazione attuale: dei 66 comuni della provincia di Sassari sono 56 quelli che hanno un piano per il rischio incendi (2 dei quali di tipo speditivo) e 48 per il rischio idrogeologico. Secondo le rilevazioni degli uffici regionali, sono 10 le comunità dove si segnala l’assenza di entrambi i documenti. Rispetto al febbraio 2014, il bilancio del Sassarese indica che sono 6 le amministrazioni che si sono aggiunte alla platea di quelle provviste dei piani di emergenza comunali, che servono per supportare la Protezione civile nel momento in cui si deve fronteggiare una calamità e per mettere in campo correttamente la macchina dei soccorsi.

Gli assenti. Secondo le tabelle pubblicate dalla Protezione civile regionale – aggiornate al 27 agosto – nel Sassarese mancano all’appello i comuni di Bessude, Bonorva, Bulzi, Giave, Mara, Nulvi, Osilo, Porto Torres, Sorso e Stintino: per la Regione sono tutti senza alcun piano, né per il rischio idrogeologico né per il rischio incendi. Ma ci sono alcune eccezioni. Come ad esempio per il Comune di Porto Torres, dove qualche mese fa è iniziato l’iter di approvazione che dovrebbe concludersi entro febbraio 2015. Situazione diversa a Stintino, dove l’amministrazione sostiene che fino allo scorso anno non era soggetta a nessun obbligo di redazione del piano, ma ora ci stanno lavorando. «Stintino – afferma il sindaco Antonio Diana – è stato inserito nel Piano assetto idrogeologico dallo scorso anno e quindi non era obbligato alla realizzazione di un piano di protezione per queste evenienze». Il Comune di Sorso, che nel 2012 ha approvato un piano con delibera di giunta, continua a non comparire nelle tabelle: un errore – o della Regione o dell’amministrazione - che si trascina da mesi. Ci sono poi i casi di Giave, dove fanno capire che «ci stanno pensando», e di Thiesi e Bessude, che in realtà hanno redatto un piano, ma è vecchio di anni. A Banari lo attendono da 2 anni e a Mara ci stanno lavorando da gennaio. Nel comune di Nulvi si parla di una «prima bozza», ma del piano vero neanche l’ombra. Secondo la Protezione civile, fra i 13 Comuni del Meilogu soltanto Borutta, Pozzomaggiore e Semestene hanno predisposto i piani a regola d’arte.

Presenti a metà. È il caso di Banari, Bonnanaro, Cheremule, Cossoine, Siligo e Torralba, che hanno tutti approvato il piano

di rischio incendi ma non quello di rischio idrogeologico. Ci sono poi i Comuni che in attesa di una pianificazione più corposa hanno se non altro approvato i piani per il rischio incendi di “tipo speditivo”, cioè di primo intervento : si tratta dei Comuni di Thiesi e Villanova Monteleone.

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